IL PRESIDENTE DI “DESTINATION MANAGEMENT COMPANY” NON E’ DI LONDRA, MA DI SULMONA
23 LUGLIO 2019 – E’ variamente composto il “Comitato promotore” per le celebrazioni del Bimillenario ovidiano: presidente della Regione, sindaco di Sulmona, presidente del consiglio di amministrazione della “Destination Management Company”, che sarebbe poi la DMC Terre d’amore in Abruzzo, il delegato del presidente del consiglio, Attilio D’Andrea, Giovanni Panebianco, segretario generale del Ministero dei beni culturali, Carmela Palumbo, capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’istruzione, Paolo Fedeli, Alberto Labate e Ivano Dionigi, quali “personalità di chiara fama della cultura e letteratura latina, esperti della vita e delle opere di Ovidio”. Questi ultimi tre fanno parte, in base alla Legge 225 del 2017, del Comitato scientifico per il Bimillenario, che potrà essere composto da non più di dieci membri.
Certamente ci sarà un motivo per includere in questo comitato un rappresentante di una “Company” che è tanto calata nelle celebrazioni ovidiane da non aver trovato di meglio che denominarsi con la lingua inglese. Nulla di strano, per carità, se la proclamazione del Regno d’Italia fu pronunciata in francese.
Quello che c’è da sperare, ai fini del buon gusto, è che il presidente di questa “DMC Terre d’amore”, cioè lo stesso Fabio Spinosa Pingue, se proprio non vorrà valersi di una saggia delega, eviti di parlare, perchè è quello che, insieme a “Fabbricacultura”, ha apposto una corona d’aglio sulla statua di Ovidio in Piazza XX Settembre. Comprendiamo che persone come Paolo Fedeli, Alberto Labate e Ivano Dionigi non vogliano polemizzare, ma almeno dovrebbero esercitare quel controllo sulla estrazione e sugli orientamenti degli altri componenti del comitato; quindi, dato il precedente, dovrebbero ricordare che non è mettendo un serto di aglio sulla testa di Ovidio che si può “celebrare e promuovere nel mondo la figura del poeta”. E, visto che fanno parte anche del comitato scientifico, una certa distanza dovrebbero prenderla, se non vogliono correre anche loro il rischio di essere incoronati di aglio pur di promuovere (non Ovidio, ma) il supermercato che vende il tubero.
Non ci stupirebbe che, dopo la prima riunione, fosse diffusa la foto di un Fabio Spinosa Pingue che, come Berlusconi faceva le corna agli altri membri dei summit del G8, innalza l’aglio rosso di Sulmona, da dietro, sulle teste di Fedeli, Labate e Dionigi, che a quel punto non potrebbero neppure dire che non se l’aspettavano perchè se hanno letto su google le ultime notizie di Ovidio debbono sapere anche delle “res gestae” di Spinosa Pingue e di “Fabbricacultura”. E la foto che intrappola duemila anni di fama mondiale di Publio Ovidio Nasone in una corona di aglio, a mo’ di Re Carnevale.
Per i nostri fedeli lettori cercheremo di appurare come sia possibile che il prode realizzatore di questa goliardata abbia potuto finire in un comitato istituito per legge e quali siano i meccanismi per i quali un organismo che dovrebbe essere sottoposto a verifiche di compiuta e rigorosa democrazia, sia affidato a”Destination Management Company” e questa sia rappresentata da teste così… incoronanti. Ma per questa ricerca abbiamo bisogno di tempo e soprattutto non vogliamo rovinare la festa a Ovidio.






