LA VALLE DELLE PUZZE “APPENA PERCETTIBILI”

679

SCONCERTANTI ASSICURAZIONI FORNITE DAL COGESA IN LINEA CON QUELLE DATE DALLA SACA CON L’ALTRO PREPOSTO DI GEROSOLIMO 

2 SETTEMBRE 2019 – “Abbiamo effettuato un sopralluogo per la verifica delle cause di disturbo olfattive lamentate dalla popolazione – si legge nel verbale – in occasione del sopralluogo si è verificato quanto segue: gli impianti di trattamento meccanico biologico sono in regolare esercizio e all’esterno del perimetro dello stabilimento gli odori del materiale in maturazione risultano appena percettibili”.
Con questo riferimento il COGESA informa oggi che “Il problema riscontrato nei giorni scorsi dai residenti è stato causato dalla pausa di Ferragosto dell’impianto di conferimento dei rifiuti organici e da un maggiore ingresso della frazione dell’umido e di tutti gli altri materiali, legato all’alta affluenza turistica del periodo nei Comuni Soci.

Sono, comunque, in corso i trattamenti enzimatici sui rifiuti organici all’interno dell’impianto di Noce Mattei. Come ogni estate la nebulizzazione di stabilizzanti per calmierare i cattivi odori viene fatta periodicamente e sarà ripetuta anche nelle prossime settimane, così come già programmato da tempo. Oltre a ciò, come ogni estate, viene aumentata la frequenza dei carichi di materiale organico che vengono portati negli impianti di compostaggio industriale, per limitare il più possibile i tempi di stoccaggio e dunque il propagarsi degli odori.

“I pareri dell’Arta e della Asl – interviene l’amministratore unico di Cogesa, Vincenzo Margiotta – confermano il buon lavoro fatto dai Tecnici di Cogesa, in particolare da Danilo Ciotti e Davide Amadio, per limitare i disagi ai residenti con i quali tento oramai da mesi di avviare un rapporto di collaborazione e di reciproco sostegno ed ai quali posso annunciare che a breve presenterò un progetto di piantumazione dell’intera area di Noce Mattei di proprietà di Cogesa SpA che senza dubbio mitigherà l’impatto ambientale, anche a livello olfattivo. Questa, insieme all’impianto di compostaggio a Navelli, sono le soluzioni concrete adottate in questi mesi da Cogesa e dai Soci. Terremo inoltre in considerazione i suggerimenti dei Tecnici Asl e Arta, così come eventuali altri suggerimenti che dovessero venire da terzi interessati, ivi compresi gli abitanti delle frazioni”.

Ma che buon lavoro hanno fatto al Cogesa se il puzzo ha invaso le abitazioni delle Marane, tanto da provocare una vera rivolta dei cittadini esasperati? L’operazione del consorzio giunge alla vera e propria beffa perché l’ARTA è intervenuta nei giorni di molto successivi alla propagazione dei miasmi; ed è ovvio che, se alla meglio si rimedia con qualche operazione straordinaria (poi ci diranno compiutamente quali siano state e Margiotta lo dovrà dire al “Controllo” presso il quale è stato convocato) non ha proprio senso fare un sopralluogo; e tanto meno ha senso gloriarsi che il puzzo è appena percettibile. Stando il ciclo di lavorazione che proprio l’amministratore del COGESA ha raccontato, le condizioni si riproporranno ciclicamente.

Acqua, fango, macerie e…altro dal canale su Piazza Tresca a maggio dell’anno scorso

L’uscita di Margiotta fa da pendant alla panzana diffusa dalla SACA all’indomani dell’invasione di Piazza Tresca dai rigurgiti di fogna di un canale sotterraneo esploso per un temporale; del resto l’uno e l’altro amministratore hanno in comune di essere stati piazzati nei loro posti da Andrea Gerosolimo senza neanche specifiche competenze nella monnezza e nelle fogne. Una bomba ecologica di quel genere non dovrebbe neanche passare sotto Corso Ovidio con botole e tombini pronti a saltare; e i cittadini avrebbero dovuto essere informati del rischio che affrontano passeggiando per il Corso quando piove e che proviene dalle viscere melmose e merdose della terra più che dalle nubi; non già informati delle operazioni di espurgo che non interessano nessuno. Era ovvio che nei giorni successivi la puzza era “appena percettibile”.

I lavori in Piazza Tresca il 9 maggio 2018, quasi una stazione metropolitana

Così pure, va affermato che il puzzo alle Marane non deve starci proprio; non che deve starci un puzzo “appena percettibile”. E questo dimostra quale mossa volpina abbia animato l’amministrazione del Cogesa nel caricarsi pure dei rifiuti dell’Aquila intera: che non lo sapevano Margiotta e Gerosolimo che, aggravando il ciclo, d’estate sarebbe stato più probabile che “il caldo, il vento, l’economia circolare” che s’inceppa avrebbero destato quello che l’Arta chiama il “disturbo olfattivo”?

Il sopralluogo, poi, semmai si fa quando arrivano le segnalazioni e senza che gli abitanti delle Marane debbono scendere in piazza nottetempo perché non possono neanche dormire per il puzzo. Oppure il rapporto tra cittadini e amministratori va modellato sull’esempio del Venezuela, dove per la riaffermazione dei diritti civili minimi occorre la guerriglia con la polizia? E perché dovremmo importare questi modelli dal Venezuela? Non stiamo più vicini, per dire, alla Svezia? Margiotta eviti che per andare a depositare i rifiuti nel centro di raccolta a Noce Mattei gli utenti debbano praticare l’apnea; e poi potrà anche dare le medaglie a questo o a quel dipendente.

I terzi interessati, in ultimo, sono anche i cittadini di Sulmona, perché il puzzo è arrivato a ondate anche in pieno centro cittadino; e su questo nessun comunicato riuscirà a tranquillizzare. Anzi, che i riscontri vengano fatti in questo modo allarma ancora di più.

Please follow and like us: