“BLOCCARE IL CICLO CHE PROVOCA I MIASMI”

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GRAVI CONSEGUENZE PER GLI ABITANTI DELLE MARANE MA ANCHE PER I DETENUTI – E IL PREFETTO CHE FA?

18 SETTEMBRE 2019 – Quasi tutte le sere miasmi irrespirabili raggiungono i detenuti del “supercarcere” e il Dirigente sanitario, dott. Fabio Federico (nella foto), già sindaco di Sulmona, rivolge “ai dirigenti della discarica e al Sindaco, prima Autorità Sanitaria cittadina, l’appello accorato di verificare dov’è che quell’impianto non funziona e se può accogliere le enormi quantità di rifiuti che ad oggi vengono conferite”.

Ma l’Arta e la ASL non avevano scritto che quegli odori sono appena percettibili? I sottili segugi da tartufo non erano stati citati con generosità dall’amministratore unico del COGESA, avv. Vincenzo Margiotta, all’indomani di una “verifica” per tranquillizzare tutti?

Sono a conoscenza di un esposto presentato dal comitato di cittadini e mi chiedo se l’autorità inquirente prende per buone le conclusioni dell’ARTA il cui intervento è stato programmato con tanto di appuntamento” continua Federico, che dichiara anche di essere in dovere “in qualità di Dirigente Sanitario responsabile del presidio denunciare quanto sta accadendo e mettere in campo azioni forti per interrompere questo vero e proprio insulto al nostro ambiente e alla nostra salute. La particolare condizione dei detenuti, poi, rende ancora più penosa la situazione, essendo essi rinchiusi in 3 metri quadrati senza alcuna possibilità di sottrarsi agli effluvi maleodoranti”.

Si sta verificando quanto era facilmente prevedibile, pure da un Prefetto che per altro verso si era dimostrato attento alle tematiche dell’ambiente se invitato al Comune di Prezza (paese dell’allora assessore regionale Andrea Gerosolimo, oggi amministratore per interposta persona del Cogesa). Se la puzza “appena percettibile” (secondo i segugi da tartufo dell’ARTA e dell’ASL) invade le Marane e provoca assembramenti notturni per strada dei cittadini esasperati, è logico che invada anche un carcere vicinissimo in linea d’aria… puzzolente. O dalla Prefettura debbono consultare “googlemap” prima di muoversi?

Ora nessuno può dire di non sapere quello che sta succedendo, anche nel carcere: non lo può dire l’altra ramificazione al Comune di questa bella gestione del territorio di Andrea Gerosolimo, cioè la sindaca; non lo può dire la ASL che non ha più diritto di sondare se gli odori siano “appena percettibili”, ma deve prendere atto di una generale percezione, che può sfociare in manifestazioni più pesanti; non lo possono dire i Carabinieri e la Polizia, anche quella Stradale, che farebbero meglio a controllare se tutti i camion, anche quelli provenienti dalla Campania, quando si avviano per Noce Mattei siano in regola con i documenti di trasporto e non portino materiali non consentiti. E in tutto questo il rappresentante sindacale degli Agenti di Polizia penitenziaria, Nardella, che sui social blatera pure sull’isola pedonale di Sulmona, perchè tace? Non ha saputo niente di quello che ha saputo Fabio Federico e che era facilmente intuibile? E perchè tace proprio mentre tesse le lodi di Gerosolimo?

Oppure i cittadini delle Marane debbono mettersi di pattuglia per impedire che si sversino sostanze che inquinano e che il trattamento dei rifiuti violi le regole?

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