MAMAR STIPULA CON MIRUS E FA MARAMEUS AI CONTRIBUENTI

650

INDAGINE SUL CORONAVIRUS ALLA SOCIETA’ CHE CURO’ LA CAMPAGNA ELETTORALE DI MARSILIO, MENTRE I MEDICI STANNO SENZA MASCHERINE

24 MARZO 2020 – Senza mascherine, senza ventilatori, i medici possono però contare su qualcuno che raccoglie i dati sul coronavirus e più esattamente sui modi che consentono di evitare il contagio. E’ una società che ha già avuto l’incarico dalla Regione, capitanata dal romano in permesso di soggiorno in Abruzzo, Marsilio. Ha il nome “Mirus”, che senza tanta fantasia si può ricollegare a Michele Russo, lo stesso che ha curato la campagna elettorale di Marco Marsilio. Mirus che divulga Mamar. E Mamar che affida una “mission” a Mirus, dopo avergli dato l’incarico di pubblicizzare la società di trasporti regionale, “Tua” con ben 200.000,00 euro. Lo ha fatto impegnando una somma che consente di non svolgere la gara secondo criteri stringenti: 39.500,00 euro oltre Iva; perché 40.000,00 più IVA avrebbero richiesto la procedura diciamo troppo pubblica. Quindi, in sostanza Mamar incarica Mirus e lo fa con un accorgimento che si traduce in un Marameus per tutti i contribuenti d’Abruzzo.  E’ stata la ASL di Teramo a stipulare questo affare e ovviamente la ASL è una azienda regionale; quindi è scontato che Marsilio, nelle rare presenze in Abruzzo da immigrato con permesso di soggiorno da Roma (perché in Abruzzo non c’era un abruzzese che poteva fare il presidente della regione, secondo “Fratelli d’Italia” che va ancora tirando per il naso con i proclami di oculate scelte politiche per il territorio), dirà che è stata la ASL e non la Regione a stipulare la convenzione, pensando con questo di assestare un altro marameo agli abruzzesi.

La sen. Gabriella Di Girolamo

Si rende interprete del risentimento dei contribuenti la sen. Gabriella Di Girolamo, del Movimento 5 Stelle, che nelle ultime ore ha emesso una nota che conclude con l’auspicio “Un po’ di trasparenza non guasterebbe”, dopo aver osservato: “come se in Abruzzo le regole fossero diverse dal resto del mondo e come se i media nazionali non lo stessero facendo ininterrottamente dall’inizio dell’emergenza”. La notizia era stata divulgata dall’informatissimo blog di Lilli Mandara “Maperò”, che si distingue per coraggiose battaglie contro il malcostume nella pubblica amministrazione.

Ottima la presa di posizione della sen. Di Girolamo, che però ci consente di riprendere un discorso di trasparenza che intraprendemmo oltre cinque anni fa, chiedendo alla consigliera regionale dello stesso movimento, Marcozzi, di fornire l’elenco dei finanziamenti concessi dalla Regione a tutte le testate giornalistiche che ne avevano fatto richiesta e che ci risulta contano per buona parte dei loro bilanci sulle spalle dei contribuenti. Le rivolgemmo una missiva, nero su bianco, inchiostro su carta, che non fu reputata degna di risposta alcuna. Ripetemmo la richiesta con un articolo su queste colonne, proprio sullo scottante tema del finanziamento ai giornali da parte della Regione, ma l’avv. Marcozzi non mosse sopracciglio. E difatti di questo elenco non si ha notizia, perché evidentemente andare a scoprire gli altarini di tanti giornalisti che scopiazzano un po’ qua e un po’ là e, tramite anche le associazioni più astruse, attingono ai generosi contributi regionali è impegno che non porta voti, anzi ne potrebbe togliere molti. Se la sen. Di Girolamo, che stimiamo molto di più dell’inconcludente Sara Marcozzi, di fatto assente dalla politica attiva da quando ha intrapreso la…attività politica (e non si riusciva a capire quando all’avversario Giovanni Legnini dava del “tu” e quando del “lei”), vorrà scrutare in un ganglio della Repubblica che pur sempre ella rappresenta in Senato, gliene renderemmo merito, per quel che può valere e può dare affidamento un giornale che non ha mai chiesto un centesimo e non è disposto ad incensare nessuno.

Please follow and like us: