IL QUADRO INQUIETANTE

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LA SACA RISCHIA LA REVOCA DELLA GESTIONE DEGLI ACQUEDOTTI PER DIFENDERE I CRITERI DI PROMOZIONE – TRA I PROMOSSI L’ASSESSORE AL RAMO ZAVARELLA

22 OTTOBRE 2020 – L’Ente Regionale Servizio Idrico ha comunicato formalmente alla società “Servizi Ambientali Centro Abruzzo” che il metodo seguito per la promozione di alcuni dipendenti può comportare la revoca dell’affidamento del servizio di distribuzione dell’acqua; in termini pratici, la revoca equivarrebbe alla soppressione della stessa SACA, che vive sulla gestione degli acquedotti nel Centro Abruzzo. La Saca ha risposto annunciando una azione legale, perché ritiene che la procedura richiesta dall’ERSI (che svolge il controllo analogo su questa società  partecipata) non si attagli ad un soggetto privato. E, quanto alla posizione assunta dalla Lega (che poi è il partito che sostiene la giunta regionale e, quindi, la amministrazione degli enti regionali anche nel settore idrico), lancia l’ipotesi che si tratti di una uscita elettoralistica in vista delle elezioni; ed avanza anche la previsione che tutto rientrerebbe nella manovra di sottrarre la gestione degli acquedotti ad una società che ha sede nel centro Abruzzo, con tutte le conseguenze per l’indotto e la stessa economia del circondario sulmonese.

Se una lettura politica occorre dare, questa è direttamente collegata alle vicende che nell’ultimo anno hanno accompagnato un dipendente della Saca, Salvatore Zavarella, promosso a “quadro”. E’ uno dei soggetti per i quali la Saca ha apprestato l’avanzamento verticale senza seguire la procedura che adesso l’ERSI invita a ripristinare, revocando le promozioni. Ancora l’ERSI assegna alla SACA un termine per farlo, pena la revoca dell’affidamento del servizio. E Zavarella diventato “quadro” è uno della decina di assessori che si sono avvicendati nella giunta della dott.ssa Annamaria Casini a Sulmona, nominato per sostituire persona non più utile ai disegni di una gestione non politica, nel senso che non è caratterizzata da un programma ed è rimessa alle esigenze tramutanti delle persone o della persona che l’ha voluta e sostenuta dall’esterno, cioè dell’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo. Più in particolare, Zavarella è l’assessore al ramo che impegna il tempo a farsi riprendere in foto e video mentre raccoglie residui vegetali invece di frequentare le aule del Comune e dare il contributo di assessore alla soluzione dei problemi del… ramo amministrativo. E’ stato messo lì, catapultato da una realtà, come quella di Pratola, che è diversa da quella del Comune di Sulmona e della città di Sulmona, con l’unica dote di essere un fedelissimo. Parallelamente, la SACA getta il guanto di sfida verso l’ERSI perché non vuole applicare la normativa che regola le promozioni degli enti pubblici, affermando di operare solo e soltanto in base alle norme privatistiche; ciò che in sostanza vuol dire che intende fare come il sistema privatistico consente di fare ai privati, pur essendo una persona giuridica che dipende solo e soltanto da un sistema pubblicistico di conferimenti e controlli. In questo refrain della rivendicazione di filosofia del Marchese del Grillo non si pone neppure il problema che un insuccesso nella battaglia contro l’ERSI possa danneggiare la comunità del centro-Abruzzo con la perdita di tutta la gestione delle acque.

Questo è il… quadro inquietante.

Dal punto di vista istituzionale, l’altro quadro… allarmante è costituito da questa congerie di sindaci che dovrebbero temere per primi la revoca e che invece, nulla fanno per impedire che la SACA si imbarchi in una contesa utile, nel migliore degli esiti, solo alle persone e non alla comunità. Cosa mai potrà interessare a noi che paghiamo costosissime bollette se Salvatore Zavarella sia o meno “quadro” della SACA al posto di Pinco Pallino. Anzi: può essere che Pinco Pallino, quadro della SACA, sarebbe pure ottimo assessore al ramo che non va a raccogliere i rami e, seduto ad una scrivania di Palazzo San Francesco, pensa, per esempio, a ripulire Palazzo Mazara evitando che il Comune paghi 18.000 euro l’anno di penale e che i tetti e i terrazzi si sfondino per l’abbandono cui sono lasciati. O a avviare il restauro del Palazzo Pretorio; o che metta mano al liceo classico; o, per rimanere al minimo, ricollochi fanali decenti dove sono stati tolti quelli antichi e suggestivi della scalinata dell’Annunziata; e via di seguito.

Preferiamo Pinco Pallino scelto secondo il metodo dei concorsi e delle selezioni a Salvatore Zavarella che ha in odio le scrivanie e le pratiche che dovrebbe risolvere.

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