E INTANTO I MASTELLI CON L’ORGANICO IL LUNEDI’ NON SI RACCOLGONO PIU’ – I REVISORI SCOPRONO QUOTE DELLA DMC TERRE D’AMORE
20 DICEMBRE 2020 – Narrano le cronache che il Cogesa, società partecipata da enti locali per la gestione dei rifiuti urbani, detiene quote nella DMC, che è “organismo professionale, di natura privatistica, specializzato nella costruzione e gestione di eventi, attività, tour, trasporti, proposte commerciali di destinazione e/o di prodotto” (dando per scontato che sia quello che si ravvisa nella sua presentazione su internet). Sarebbe, comunque, un organismo che promuove “servizi tradizionali non ancora esistenti” (e qui l’ossimoro si delinea all’orizzonte). Comunque, prendiamo per buono lo scopo di favorire eventi; e diamo pure per buono che un evento sia stato quello di contribuire a mettere la famosa corona d’aglio sul monumento a Ovidio in Piazza XX Settembre.
Vogliamo non essere critici, quindi. Ma continuiamo a non capire come una società per lo smaltimento dei rifiuti si avventuri a possedere quote di un “organismo” che, per produrre troppi eventi, si è trovato all’attivo la ripresa di Piazza Garibaldi con una telecamera: una iniziativa spericolata, mai tentata da nessuno, inconsueta nell’era delle riprese di ogni volo di piccione e di successiva trasmissione sul web, negli stessi giorni nei quali miliardi di persone postano video delle frittate fatte in casa e del passeggio sotto casa. Ecco: quelle webcam sul terrazzo di Piazza Garibaldi, per la loro carica di innovazione, sembra siano l’altra faccia di una medaglia che luccica. La prima faccia sono, appunto, i “servizi tradizionali non ancora esistenti” che la “DMC Terre d’amore” pone in bellavista nel presentarsi al grosso pubblico.
E torna incalzante il quesito su come il trattamento dei rifiuti possa sposarsi con le riprese della “Madonna che scappa in Piazza” o con il cappello che Fabio Spinosa Pingue indossa anche davanti alle signore nelle serate sulla terrazza su Piazza Garibaldi. Ma tant’è: pare che anche nel mondo dei “servizi tradizionali non ancora esistenti” l’importante sia restare connessi. Poi, che i revisori dei conti non comprendano il significato della connessione tra i rifiuti e gli eventi (non proprio rifiutati dalla gente, ma diciamo non proprio neanche apprezzati, tanto che l’attività si risolve nel piazzare una telecamera da una terrazza) evidentemente è un aspetto secondario. Del resto, se le quote in DMC hanno comportato investimenti incomprensibili e la raccolta dell’organico non può svolgersi tutti i lunedì in inverno per risparmiare benzina e personale è aspetto che può riguardare un consorzio per la raccolta dei rifiuti, non il COGESA che ha orizzonti ben più estesi…






