SALVATE CAPOGRASSI DALLE ZOLLE

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IL PRECEDENTE DELL’AGLIO SULLA TESTA DI OVIDIO E LA CANDIDATURA DI VITTORIO MASCI A SINDACO

19 MAGGIO 2021 – Dicono le cronache che il raggruppamento di centro-destra stia intensificando le riunioni per giungere a scegliere entro sabato il proprio candidato sindaco e che sia in pole-position Vittorio Masci, già protagonista di una esperienza politica con Fabio Spinosa Pingue di una ventina di anni fa e poi collaboratore in consiglio comunale del sindaco Fabio Federico. Sarebbero orientati sul suo nome Fratelli d’Italia (formazione alla quale appartiene) e una parte della Lega, mentre Forza Italia non scioglie ancora le riserve.

Cosa ci sia di Destra nella attuale aggregazione tra leghisti che insultavano il Tricolore e che parteggiavano per l’Etna quando stava per sommergere la periferia di Catania e gli epigoni di Almirante che sventolano il Tricolore e sono rimasti fuori dall’accozzaglia governativa studiata per spartirsi i fondi del Recovery è tutto da scoprire. Come possano amalgamarsi quelli che hanno ancora il motto di “Roma ladrona” e quelli che hanno sostenuto Silvio Berlusconi nella sua capillare azione di demolizione della legalità con la modifica delle leggi in corso dei processi è pure tutto da verificare.  Di questa “Destra” verniciata con colori  “a la carte” non cessiamo di denunciare gli opportunismi e le strategie che l’hanno allontanata dai temi degli anni della politica per scopi di igiene contro il sistema partecipativo-assembleare, quando il “compromesso storico” ha devastato leggi e prassi amministrative per consegnare agli Italiani una macchina del consenso che sfornava deficit da brivido.

Ma senza arrivare a questi paradossi, basta chiedersi se davvero la “Destra” voglia compattarsi sulla figura di un assertore della corona d’aglio sulla testa di Ovidio, su un combattente al fianco (o all’interno) di quella “Fabbricacultura” che ha usato la statua del Ferrari in Piazza XX Settembre quale supporto per una campagna di promozione commerciale del tubero, certamente prodotto di eccellenza della Valle Peligna, ma non per questo degno di incoronare Publio Ovidio Nasone. Che la “Destra” di Sulmona voglia giungere al risultato di tenere a Palazzo San Francesco e mandare per l’Abruzzo, nell’Italia e nel mondo un sindaco che nel suo curriculum possa sostenere la legittimità di un decoro del genere? Sarebbe il caso di saperlo preventivamente, perché si possa ancora mettere al riparo Giuseppe Capograssi dalle zolle sott’olio, preservare il busto “cilindrico” di Carlo Tresca alla Villa dall’accostamento con i barattoli di crema di allium sativum, tenere a debita distanza Giovanni Quatrario dalle trecce odorose.

La corona d’aglio sulla testa di Ovidio in prossimità del Bimillenario
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