IL BIMILLENARIO E’ PERSO, OVIDIO VIVE OGNI GIORNO

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INUTILE RINCORSA ALLA LEGGE PER LE CELEBRAZIONI DEL 2017, MEGLIO UNA SERIE DI EVENTI DEL TERZO MILLENNIO

30 MAGGIO 2021 – L’assessore comunale Emanuela Cozzi informa che sono state riattivate le procedure per celebrare il Bimillenario della morte di Ovidio. “Si è finalmente riunito oggi, in modalità telematica, il Comitato promotore, dopo l’ennesimo sollecito dell’amministrazione comunale, che lo scorso 29 aprile inviò una lettera, a firma del sindaco Annamaria Casini, al Ministro della Cultura Dario Franceschini, chiedendo un incontro per riavviare le procedure e conferire nuovo impulso alla redazione del Programma dei progetti culturali. Scadeva infatti ad agosto 2019 la possibilità di presentare proposte tese a valorizzare la figura e le opere di Ovidio, riconosciute meritevoli di finanziamento, ancora attualissime e finanziabili dai fondi, a suo tempo stanziati. All’ordine del giorno oggi,  l’insediamento per la prima volta del Comitato promotore e l’individuazione dei criteri per l’elezione del Comitato scientifico composto da 9 personalità di chiara fama della cultura e letteratura latina, esperti della vita e delle opere di Ovidio”.

Non è tanto il sospetto che questo bimillenario venga rispolverato quattro o cinque mesi prima delle elezioni comunali, quanto una oggettiva sfasatura di tempi che ci induce a credere che una più dignitosa riconsiderazione dell’evento onori meglio la memoria del Sulmonese. Presentarsi con manifestazioni del Bimillenario da tenere nel 2022, cioè cinque anni dopo il bimillenario della morte di Ovidio, ha due significati: che la città non ha saputo prepararsi alla ricorrenza e che la celebrazione della ricorrenza ha lo scopo precipuo di non perdere i finanziamenti. L’una e l’altra cosa non onorano la memoria e la considerazione che Ovidio ha a livello mondiale, anzi la deprimono molto, se la sua città natale si è ridotta solo pochi mesi prima del 2017 a pensare all’evento e se, pur avendo una legge (almeno in buona parte abbozzata), non ha saputo controllare e pretendere che tutti gli adempimenti di quella legge fossero rispettati. Il Bimillenario della morte di Augusto nel 2014 ha lasciato molto a desiderare, se addirittura il mausoleo a lui intestato è rimasto chiuso e sommerso dalle erbacce, ma una mostra si è tenuta (al Foro Traiano…) nel 2014. Qui si parlerà di Ovidio (se tutto va bene) nel 2022 o 2023. E questo sarà il primo dato a balzare agli occhi. Sembra più una figura da peracottari, anche a voler accantonare i due principali motivi di perplessità dei quali si è detto sopra. Tra l’altro, sembra avverarsi una profezia dello stesso Ovidio (“La mia gente, i Peligni, la mia patria Sulmona / non mi avrebbero consolato di più“)

Meglio sarebbe metterla sul piano che Sulmona e il mondo pensano ad Ovidio ogni giorno e, quindi, invece di legarsi all’evento del Bimillenario, parlare di “Ovidio nel terzo millennio”: riaprendo per esempio il Centro studi Ovidiani nella biblioteca comunale, che sta a un passo dalla statua di Piazza XX Settembre; patrocinando l’acquisto di una importante edizione delle Metamorfosi; chiamando a tenere conferenze su Ovidio le persona più varie, sempre potendo contare sul fatto che i nomi più noti della cultura mondiale hanno scritto riferimenti al Sulmonese. Se tutto questo richiede che associazioni, enti e privati cittadini mettano le mani al portafoglio, si potrà pur convenire che non saranno i 3/400 mila euro che, alla fine, se tutto va bene, saranno destinati al Bimillenario da questa legge sconclusionata, a cambiare in meglio le celebrazioni su Ovidio. La vicenda di questa legge del bimillenario ha dimostrato che la cosa giusta da fare consisteva nell’autofinanziamento delle manifestazioni che il Comune avrebbe potuto patrocinare per dare loro un riconoscimento morale da parte della comunità dei sulmonesi di oggi (anche per evitare gli imbarazzanti inciampi già evidenziati): per legare Ovidio alla sua città, come sembra fare la bella immagine del titolo, ripresa dalla copertina di “SULMONA” di Massimo Pacifico, Electa, 1985.

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