GLI AUMENTI AL COGESA NON PASSANO FINO A QUANDO NON SI FARA’ CHIAREZZA SULL’ENTE

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I GIUGNO 2022 –  La commissione consiliare per il bilancio non ha approvato la proposta di aumentare le tariffe della Tassa per la raccolta dei rifiuti urbani; sarebbe stata presentata a tempo scaduto. La presidente della commissione, avv. Teresa Nannarone del Partito Democratico, ha lasciato capire che una proposta del genere non potrà essere approvata  finchè non si farà chiarezza sui bilanci del COGESA: “Negli ultimi quattro anni sono state assunte dal Cogesa 100 persone a tempo indeterminato e 40 interinali e non permetteremo alla società partecipata di far ricadere gli errori di gestione sulle tasche dei cittadini”. Praticamente dal 2017 (quando i dipendenti erano neanche 100) si è passati a 200 a tempo indeterminato, oltre quelli interinali.

Il Cogesa non può rimanere il buco nero che è: sta divorando una parte della montagna tra Sulmona e Pacentro per estendere i depositi di immondizie, molte delle quali indifferenziate (quelle che provengono massicciamente da L’Aquila) e quindi ha bruciato una risorsa territoriale che aveva un valore, soprattutto alle porte di due parchi nazionali (nella foto del titolo un Tir diretto all’impianto). Sotto l’altro aspetto, macina perdite di bilancio che denotano tutta l’insipienza degli amministratori che si sono succeduti, in particolare dell’amministratore unico nel suo genere, Vincenzo Margiotta, produttore indefesso di debiti e di querele (solo che le ultime le rimette, i primi non sono rimessi al Cogesa, che quindi cerca di scaricarli sull’utenza).

Ma, piuttosto che assecondare questa allegra finanza, i sulmonesi di scrolleranno di dosso un ente dannoso e possibilmente anche la discarica di Noce Mattei, che produce puzze nauseabonde e serve a risolvere i problemi di smaltimento di rifiuti indifferenziati dell’Aquila. I residenti della frazione Marane sono giunti al limite di impedire la discarica dei tir; se arriveranno gli aumenti c’è da sperare che i sulmonesi tutti andranno a chiedere i conti a Margiotta & Co e, per il momento, scenderanno in piazza per evitare che la Valle Peligna diventi la loro tomba.

Il grande manager Vincenzo Margiotta, primo a destra, nell’impianto del Cogesa ai tempi della sventurata gestione
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