IL PD: “STIAMO CON GRATTERI”. E ALLORA CARUGNO CHI LO VOTA?

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COME L’ASINO DI BURIDANO IL PARTITO CHE HA CANDIDATO UNO DEL PARTITO DI CRAXI E DEL TURCO

6 SETTEMBRE 2022 – Il “Partito Democratico d’Abruzzo” ha divulgato oggi alle ore 17,30  il seguente comunicato:

“In merito al dibattito che si è aperto anche in Abruzzo sulle indagini giudiziarie condotte dal Procuratore Nicola Gratteri, i democratici ed i progressisti abruzzesi ribadiscono ciò che ha sempre caratterizzato la nostra politica: siamo da sempre a fianco dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, principio costituzionale che va tenuto fermo insieme con quello altrettanto irrinunciabile delle garanzie individuali e della presunzione di non colpevolezza. Nel merito, il Pd abruzzese aderisce alle valutazioni del Partito democratico calabrese, che attraverso i suoi capolista di Camera e Senato ha già avuto modo di ribadire stima ed apprezzamento per l’operato del Procuratore Gratteri. La lotta contro tutte le mafie rappresenta per noi una scelta di campo inequivocabile, che va condotta su tutti i piani e con tutti gli strumenti nel rispetto della legalità, delle garanzie per gli indagati e soprattutto avendo a cuore coloro che delle mafie sono vittime. Pertanto, non può esserci alcun dubbio sulla nostra solidarietà verso coloro che, magistrati, forze dell’ordine, operatori di giustizia, si battono tra innumerevoli difficoltà e spesso con coraggio per la legalità e per contrastare la criminalità organizzata”.

Quindi delle due una: o i democratici d’Abruzzo voteranno un altro candidato al Senato, oppure Massimo Carugno si troverà un’altra lista per farsi eleggere. Siamo propensi a credere nella prima ipotesi, perché le liste sono state depositate e il dado è tratto. Se i rappresentanti e i tesserati del  Pd dovessero insistere nella campagna elettorale a sostegno di Carugno, si dovrebbe dedurre che coltivino serie patologie nelle funzioni logiche. Però tutto può essere. Per esempio può essere che Carugno si accorga di aver sbagliato sede per la sua conferenza stampa, perché qualche ora dopo ha enunciato esattamente il programma di un’altra parte politica, quella accozzaglia di formazioni asseritamente di Destra che, con Nordio candidato al Ministero della Giustizia vogliono proprio quello sterminio della democrazia in fatto di riforme della Giustizia: l’elezione dei giudici, il ricongiungimento della figura del pubblico ministero al Governo e altre cosette del genere; la scelta dei reati da perseguire (e in questo senso la strada è stata aperta anche dalla ministra Cartabia del governo dei migliori). Da quei “ritocchi” alla Carta costituzionale emergerà il quadro di gente che voterà per mettere i giudici della sua fazione al posto giusto, magari sotto casa o in Corte di Cassazione. Questo sarebbe il “garantismo” (nel senso di garanzia della propria arroganza e della conseguente impunità) del partito della sedicente Destra riunita per le prossime elezioni; onde è proprio da dedurre che Carugno avesse in tasca un indirizzo sbagliato quando ha salito le scale del Pd. Ha voluto, poi, metterla a caciara quando ha evocato Turati come simbolo dei socialisti e delle conseguenti garanzie per la democrazia: poteva rimanere a tempi più recenti e quindi più adatti agli esempi, evocando proprio il socialista Bettino Craxi, già segretario del partito e presidente del Consiglio dei ministri e finito latitante (latitante: colui che si sottrae all’esecuzione di una pena passata in giudicato); oppure Ottaviano Del Turco, ultimo segretario del Partito Socialista (prima della rifondazione?) e finito condannato con pena passata in giudicato. Entrambi non sono stati martiri dell’antifascismo o dell’anticomunismo; non hanno lanciato grucce nella battaglia contro il nemico, non hanno indossato le camicie rosse per conquistare il Sud. Hanno solo avuto le mani troppo lunghe; e agli Italiani che non sopportano chi ha le mani troppo lunghe stanno più simpatici tipi come Gratteri.

Dunque, per riprendere il discorso sospeso stamane, adesso Michele Fina ha detto la sua su Gratteri ed è esattamente l’opposto di quello che va dicendo Carugno: come si può votare una coalizione che sui temi della Giustizia, cioè sulle basi fondanti dello Stato, sta a metà con la sedicente Destra (soprattutto quando evoca immagini del genere di quella di “ripulire la democrazia”) e a metà con Falcone, Borsellino, gli altri servitori dello Stato e, in genere, le persone dalle mani non troppo lunghe? L’asino di Buridano non sapeva quale scegliere tra due fasci di fieno ed era destinato a morire di fame. Perchè gli elettori dovrebbero sentirsi come quel simpatico animale?

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