FINA E PIACENTE STANNO DALLA PARTE DI GRATTERI O DI CARUGNO?

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TACCIONO DOPO L’ARTICOLO DEL CANDIDATO DEL CENTRO SINISTRA AL SENATO MENTRE GIA’ IN TANTI PRENDONO LE DISTANZE

6 SETTEMBRE 2022 – Il candidato al Senato per il centro-sinistra, Massimo Carugno, ha commentato su “Il Riformista” l’operazione che ha portato all’arresto di duecento indagati per fatti di criminalità organizzata, intrapresa su istanza del Procuratore Nicola Gratteri. Ha scritto che fra duecento persone ci saranno pure un paio di colpevoli, ma a suo avviso si tratta di operazioni “un tanto al chilo” e che bisognerebbe “ripulire la democrazia”.

Hanno preso le distanze da Carugno i responsabili di “Sinistra italiana”, la formazione che dovrebbe votarlo alle elezioni del 25 settembre; parla di riprovevole posizione la senatrice dei 5Stelle, Gabriella Di Girolamo, che sottolinea come siano aberranti le affermazioni che “sbeffeggiano uno degli uomini più impegnati nella lotte alle mafie”. E aggiunge che si tratta anche di un “articolo sconclusionato”.

Siamo arrivati al pomeriggio del giorno dopo e ancora non sentiamo una reazione di Michele Fina, segretario regionale del Partito Democratico e di Francesco Piacente, segretario provinciale dello stesso partito, cioè di quel PD che ciancia molto nelle ricorrenze per gli attentati a Falcone e Borsellino; che si ritiene il testimone al quale il PCI ha passato l’imprimatur del “partito delle regole”. Tacciono, nonostante il candidato che loro hanno presentato ai loro elettori abbia scritto un articolo che, seppure appaia il prodotto di un obnubilamento politico che dura da quando Carugno usci dal Movimento Sociale, è comunque chiarissimo nell’intento di gettare fango su una persona nella quale la stragrande maggioranza degli Italiani si riconosce. Tacciono Fina e Piacente perché non sanno come rimediare ad una uscita che farà andare a picco i voti già scarsi che il loro candidato avrebbe raccolto.

Nella presentazione di Carugno si è parlato di un nome che viene dal territorio e si batterà per il territorio. E su questo si può capire che Fina il marsicano e Piacente il marsicano non abbiano inteso prendere posizione, perché ricordano anche loro che fu proprio Carugno a presentare nella sala consiliare (di Sulmona…) il sottosegretario Nencini che, in linea con Luciano D’Alfonso all’epoca presidente della giunta regionale, disse che l’autostrada A25 andava deviata a Bussi per evitare la Valle Peligna e sbucare a Collarmele. I Sulmonesi se ne ricorderanno il 25 settembre, ma Fina e Piacente faranno di tutto per fischiettare disinvolti sul punto.

Sulla questione del contrasto alle mafie, invece, ci saremmo aspettati non le parole del  prefetto Mori che Carugno avrebbe evocato una quarantina di anni fa, quando risultò il primo dei non eletti mentre Nino Sospiri rientrò alla Camera; non quelle degli occhi di tigre di Letta che non mettono paura neanche agli scoiattoli; ma, almeno, quelle sì, le parole di chi ha messo in lista questo campione.

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