DALL’AQUILA GLI SHERLOCK HOLMES DE NOANTRI

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CHIESTA LA REGISTRAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE PER VAGLIARE L’IPOTESI DI PRESENTARE QUERELA – MA SAREBBE BASTATO CHE IN CONSIGLIO FOSSERO ANDATI I FRATELLI SULMONESI CHE GIA’ SVOLGONO IL RUOLO DI SERVITORI DEGLI AQUILANI

13 FEBBRAIO 2023 – Il Comune dell’Aquila guidato da “Fratelli d’Italia”, ha chiesto al Comune di Sulmona di acquisire la registrazione dell’ultima seduta consiliare, perché sul cocuzzolo ove sorge il capoluogo di regione vogliono valutare se ci siano gli estremi per una querela per diffamazione.

E non facevano prima a dire ai “Fratelli d’Italia” di Sulmona di andare in consiglio a sentire quello che si diceva? Tanto, oltre una modesta attività di riferire ai padroni aquilani, i “Fratelli di Sulmona” non sono  mai andati… E magari saranno stati pure redarguiti perché non hanno messo il naso in Consiglio come dovrebbe fare una opposizione degna di questo nome.

Nel merito, fa ridere una richiesta del genere: qualcuno dovrebbe dire ai suscettibili aquilani che l’intera registrazione è disponibile su “Civicam”, ove cam sta per “camera” e civi per “attinente alla città”. Dimostrano di trovarsi ancora all’età della pietra, quanto a strategie investigative e vogliono guidare una regione. Poi questo ricondurre a fatti giudiziari anche le critiche denota la pochezza delle risorse politiche di questi sherlock holmes de noantri.

Sembra di essere tornati all’epoca nella quale un altro sindaco, Cialente (quello che inaugurò la linea aerea L’Aquila-Roma dall’aeroporto “internazionale” di Preturo, che ha registrato solo il volo inaugurale…), si affidò all’ex procuratore capo di Pescara, non si sa perché finito tra le aspre vette appenniniche a fare l’assessore (sarà stato uno di quei giudici che dicono: “Se ho fatto il giudice, figuriamoci se non posso fare il politico”, oppure “Se ho fatto il giudice figuriamoci se non posso fare l’avvocato” e giù ergastoli ai clienti), per sparare querele su chiunque parlasse male dell’Aquila. C’è una specie di sacra immagine aquilana che bisogna conservare. E l’impegno è trasversale: lo sosteneva Cialente che veniva dal PCI e lo sostiene Biondi, che viene dalla cosiddetta Destra. Del resto, come diceva Giovanni Lolli, “L’Aquila viene prima di tutto”.

Quando i politici non hanno niente da fare, invece di pettinare le bambole, sparano querele. Oppure fanno quello che fa il sindaco di Sulmona, Di Piero, che risponde pure a queste provocazioni, quasi a giustificarsi dicendo che nessuno voleva offendere e che non si ravvisa alcuna offesa. Manca solo che chieda scusa pure se non ha detto niente. Un altro sindaco avrebbe risposto: “Se volete sapere quello che si è detto al consiglio comunale di Sulmona, informatevi e non fatemi perdere tempo. Se non l’avete registrato, venite, ché ve lo ripetiamo. Oppure date querela e ci penseranno i carabinieri ad acquisire quello che chiedete; ma non mi annoiate, perché su Sulmona, al contrario dell’Aquila, non piovono miliardi post terremoto”.

Per avere un sindaco così dobbiamo aspettare un altro giro… Quello che abbiamo adesso non si è neppure presentato all’incontro con Biondi, dando l’immagine di una lepre che fugge in continuazione e rafforzando i propositi predatori degli aquilani.

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