ORA DI GIROLAMO DICA QUELLO CHE PENSA

340

LA SENATRICE NON SI PRONUNCIA SULLE SCONCEZZE DELLA AMMUCCHIATA CON FRATELLI D’ITALIA IN UNA MAGGIORANZA CHE HA GIA’ TRADITO IL MANDATO ELETTORALE

12 LUGLIO 2024 – Quindi a Sulmona i 5Stelle starebbero in giunta con Fratelli d’Italia e con il PD. Un campo largo così non si registra in tutta Italia. Tutti gli imbrogli che Conte denuncia a livello nazionale a Sulmona si chiamerebbero in qualche altro modo: l’approccio sarebbe diverso, in nome della salute pubblica.

Stanno bene a concionare Lupi e D’Andrea, l’uno eletto dai Sulmonesi, l’altro messo in giunta a fare il cavalier servente del sindaco che non guida la macchina e poi cacciato come un cane dalla chiesa per lasciar posto ai tecnici del calibro di Rico e Critani e Ramunno. Possono essere tiepidi quanto vogliono, come pare siano tiepidi nei confronti della ennesima ammucchiata proposta da Di Piero e Di Benedetto. Questi non sono i giorni della tiepidezza: a 38 gradi all’ombra pure i sani principi del distinguersi, del dare un contenuto di ribellione vengono liquefatti, se in consiglio comunale siede un grillino tutt’altro che disposto alla coerenza, come D’Aloisio, che ha difeso a spada tratta le peggiori performance del sindaco arroccato sulla sua poltrona. Di Piero ingaggia l’unica battaglia nella quale si è cimentato dal suo insediamento: quella contro la decenza politica. Parlare di coerenza è già evocare un concetto elevato.

C’è D’Aloisio, che di passare alla opposizione non solo non fa parola, ma che a questa maggioranza si è asservito accontentandosi delle briciole.

C’è una incognita che è costituita dalla sen. Di Girolamo, che nella sua città dovrebbe vedere e approvare l’ammucchiata. L’abbiamo votata due volte e non ce ne pentiamo per quello che i 5Stelle hanno fatto contro l’elezione a presidente della Repubblica di un finanziatore della mafia; e anche per quello che stanno facendo contro le ubriacature (non solo figurate) di un ministro della Giustizia che vuole che non si indaghi più sui reati dei colletti bianchi; e con il dissenso netto sulle follie della corsa agli armamenti. In queste ore non sappiamo se una alleanza, nella sua Sulmona, con i meloniani che hanno trattato e trattano i grillini come poveri dementi e dilettanti allo sbaraglio possa trovare d’accordo lei e chi sta con lei in Senato.

Ha già taciuto troppo, però, quando D’Aloisio ha difeso, con termini irridenti tipici di chi poco sa e molto parteggia, lo squallido tentativo di comporre un bando di gara sulle mense scolastiche illecito e dimostratosi tale solo per l’intervento della consigliera di opposizione Nannarone, con il risultato che è stato corretto e l’appalto è stato assegnato a una impresa diversa da quella che aveva potuto partecipare in base all’imbroglio e che guarda caso era amministrata dal socio di studio commercialistico dell’alleato piddino dei 5Stelle. Non gridava anche lei “Onestà! onestà! onestà!” nella fase crescente del grillismo? E adesso si dovrebbe alleare con il partito del presidente del Senato che, in una indagine su un presunto stupro compiuto dal figlio, dice che ci ha parlato lui e che è innocente? Oppure con un partito che forma oggetto, in Abruzzo, delle sue pubbliche denunce quasi quotidiane? Non le basta già di stare in maggioranza a Sulmona con un partito che esprime il revisore dei conti della impresa che ha trasformato una baracca in un palazzo di cemento armato e che è tanto sicura del fatto suo da aver sospeso i lavori da quando la magistratura indaga su quella miracolosa metamorfosi?

Ognuno può andare contra se. Però non può pretendere di essere seguito.

I nuovi alleati di Gabriella Di Girolamo

Please follow and like us: