LA SENATRICE NON SI PRONUNCIA SULLE SCONCEZZE DELLA AMMUCCHIATA CON FRATELLI D’ITALIA IN UNA MAGGIORANZA CHE HA GIA’ TRADITO IL MANDATO ELETTORALE
12 LUGLIO 2024 – Quindi a Sulmona i 5Stelle starebbero in giunta con Fratelli d’Italia e con il PD. Un campo largo così non si registra in tutta Italia. Tutti gli imbrogli che Conte denuncia a livello nazionale a Sulmona si chiamerebbero in qualche altro modo: l’approccio sarebbe diverso, in nome della salute pubblica.
Stanno bene a concionare Lupi e D’Andrea, l’uno eletto dai Sulmonesi, l’altro messo in giunta a fare il cavalier servente del sindaco che non guida la macchina e poi cacciato come un cane dalla chiesa per lasciar posto ai tecnici del calibro di Rico e Critani e Ramunno. Possono essere tiepidi quanto vogliono, come pare siano tiepidi nei confronti della ennesima ammucchiata proposta da Di Piero e Di Benedetto. Questi non sono i giorni della tiepidezza: a 38 gradi all’ombra pure i sani principi del distinguersi, del dare un contenuto di ribellione vengono liquefatti, se in consiglio comunale siede un grillino tutt’altro che disposto alla coerenza, come D’Aloisio, che ha difeso a spada tratta le peggiori performance del sindaco arroccato sulla sua poltrona. Di Piero ingaggia l’unica battaglia nella quale si è cimentato dal suo insediamento: quella contro la decenza politica. Parlare di coerenza è già evocare un concetto elevato.
C’è D’Aloisio, che di passare alla opposizione non solo non fa parola, ma che a questa maggioranza si è asservito accontentandosi delle briciole.
C’è una incognita che è costituita dalla sen. Di Girolamo, che nella sua città dovrebbe vedere e approvare l’ammucchiata. L’abbiamo votata due volte e non ce ne pentiamo per quello che i 5Stelle hanno fatto contro l’elezione a presidente della Repubblica di un finanziatore della mafia; e anche per quello che stanno facendo contro le ubriacature (non solo figurate) di un ministro della Giustizia che vuole che non si indaghi più sui reati dei colletti bianchi; e con il dissenso netto sulle follie della corsa agli armamenti. In queste ore non sappiamo se una alleanza, nella sua Sulmona, con i meloniani che hanno trattato e trattano i grillini come poveri dementi e dilettanti allo sbaraglio possa trovare d’accordo lei e chi sta con lei in Senato.
Ha già taciuto troppo, però, quando D’Aloisio ha difeso, con termini irridenti tipici di chi poco sa e molto parteggia, lo squallido tentativo di comporre un bando di gara sulle mense scolastiche illecito e dimostratosi tale solo per l’intervento della consigliera di opposizione Nannarone, con il risultato che è stato corretto e l’appalto è stato assegnato a una impresa diversa da quella che aveva potuto partecipare in base all’imbroglio e che guarda caso era amministrata dal socio di studio commercialistico dell’alleato piddino dei 5Stelle. Non gridava anche lei “Onestà! onestà! onestà!” nella fase crescente del grillismo? E adesso si dovrebbe alleare con il partito del presidente del Senato che, in una indagine su un presunto stupro compiuto dal figlio, dice che ci ha parlato lui e che è innocente? Oppure con un partito che forma oggetto, in Abruzzo, delle sue pubbliche denunce quasi quotidiane? Non le basta già di stare in maggioranza a Sulmona con un partito che esprime il revisore dei conti della impresa che ha trasformato una baracca in un palazzo di cemento armato e che è tanto sicura del fatto suo da aver sospeso i lavori da quando la magistratura indaga su quella miracolosa metamorfosi?
Ognuno può andare contra se. Però non può pretendere di essere seguito.

I nuovi alleati di Gabriella Di Girolamo






