TIPOGRAFIE LIBERE, IL VASCHIONE PUO’ PARLARE DI ELEZIONI

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18 MAGGIO 2025 – Gianfranco Di Piero, che con la sua sindacatura ha reso improbo il compito di Angelo Figorilli di riconquistare il Comune al centro-sinistra, rinvia ancora il proposito, enunciato in consiglio comunale, di scrivere un libro e, quindi, tipografie e centri-stampa cittadini sono liberi. “Il Vaschione” potrà essere in edicola prima che i Sulmonesi decidano il loro destino (vabbé: il destino dei Sulmonesi è fatto del loro lavoro, in gran parte di quello che assicura una dignitosa pensione, nel pensionato a cielo aperto sulmonese). Se avessero posto il loro destino nelle mani di Andrea Gerosolimo o di Franco La Civita, starebbero adesso come l’Aretino Pietro. Le scottanti verità sul… tiepido triennio di Di Piero non vedono la luce: il parto è travagliato, c’è qualche verità che va contro un’altra, Flaiano non pensava a Di Piero quando scriveva che talvolta gli venivano in mente idee che non condivideva. Sta di fatto che Figorilli s’è trovato a parlare di COGESA, ospedale, comunicazioni, mense, scuole, cultura come se stesse su un campo minato. Ogni argomento che affronta gli rifà faccia. Meglio non va per Luca Tirabassi, che dopo l’incontro con il ministro (vabbè) della Giustizia, Carletto mezzolitro Nordio, non ha parlato più di tribunale (“’A senti l’aria?”, dicono a Roma). Insomma, non è facile candidarsi a sindaco di Sulmona. Ma l’incolpevole elettore può sempre domandare: “Che te l’ha ordinato il medico?”.

Questo ci domanderemo nell’inserto speciale che “Il Vaschione” riserva alle elezioni imminenti venture.

Una cosa è certa: tutti indistintamente i candidati contano sull’astensionismo di chi li contrasta, perché meno votano più alta è la percentuale dei loro voti. Basti dire che Giorgia Meloni governa l’Italia con meno del 15% degli iscritti a votare. E invece non deve essere così: a votare bisogna andare, magari scegliendo outsider che infastidiscono la stessa coalizione, magari esprimendo in altro modo il proprio dissenso o il proprio disgusto (sconsigliata è la scheda bianca, perché pare la riempiano nel seggio). Ma lasciar fare ad una minoranza, per di più arrogante e autoreferente, non va bene; è ai limiti della codardia, o qualcosa che le si avvicina.

Nella foto del titolo: il viso corrucciato della maschera del Vaschione

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