A COSA E’ SERVITO VOTARE NEL 2021?

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GIANFRANCO DI PIERO CON LA DESIGNAZIONE DI RAMUNNO QUALE ASSESSORE CONFERMA NEI FATTI IL SUO DOPPIO GIOCO POLITICO – L’ASSORDANTE SILENZIO DELLA FRATELLANZA SULMONESE E LA POSIZIONE ASSUNTA DA TERESA NANNARONE CHE GUIDO’ LA CAMPAGNA ELETTORALE DELLE AMMINISTRATIVE

9 APRILE 2024 – Non è più una giunta “tecnica” (ammesso che lo fosse stata quando il sindaco la designava in tal modo) quella che guida il Comune. Non lo è neanche nelle finzioni di Gianfranco Di Piero, che non è mai uscito dall’area degli scodinzolanti di Andrea Gerosolimo, sebbene abbia recitato il ruolo di antagonista e sotto quell’impegno solenne assunto nei comizi sia riuscito ad insediarsi nella poltrona che oggi occupa. Ha usato i più vari attrezzi della politica, tranne lo strumento della coerenza che sarebbe stata l’unica qualità in una carriera mediocre e della quale nessuno conosce una tappa. “Il Vaschione” è stato il primo organo di informazione a interrogarsi su certe contorsioni e certe condotte sospette di Gianfracchia Di Piero; e, come sempre, fu tacciato di esagerare. Che i fatti abbiano dato ragione a chi avrebbe voluto tornare alle urne appena un anno dopo la vittoria schiacciante del fronte voluto e tessuto da Teresa Nannarone è consolazione assai magra, se si guarda ai disastri pervenuti alla città per l’incapacità e i doppi giochi di Di Piero.

Ed è proprio l’avv. Teresa Nannarone, oggi non più nel PD, a formulare una analisi dell’ultimo tradimento elettorale di Gianfranco Di Piero, mentre i “Fratelli d’Italia”, principale forza di opposizione, sono scomparsi dai radar e in due anni e mezzo di finta opposizione hanno servito in tutto e per tutto le strategie di Mimmo Di Benedetto per interposto Gianfranco Di Piero: sul Cogesa, sulle mense, adesso anche sulla “cittadella della sicurezza”, altro inconcepibile progetto che sta tanto a cuore al capogruppo del PD. Del resto, anche i “Fratelli d’Italia” hanno un’anima che emana direttamente da Gerosolimo, con quel Salvatore Zavarella che è stato il candidato più votato e che ha lasciato la nave il giorno dopo la rinuncia del suo mentore, con la figuraccia storica che nessuna elezione al Consiglio regionale della moglie, Marianna Scoccia, riuscirà a lavare. Degna di una vignetta di “Sturmtruppen” è la reazione dei grillini allo schiaffo che il “mansueto” Gianfranco Di Piero ha mollato loro cacciando l’assessore D’Andrea per far spazio ad una giunta di tecnici e non reintegrandolo quando la definizione di “tecnico” è diventata l’ultima fregnaccia del vetero democristiano. Rimasti ad elemosinare visibilità attraverso votazioni di volta in volta da decidere, gli autori del “Vaffa” elevato a confronto politico si sono dimostrati più democristiani di Di Piero, che magari si aspettava proprio una prova di orgoglio per riferire a papà Gerosolimo quanto gli è costato in termini di dignità l’accerchiamento dei leali sostenitori della “campagna” dell’autunno 2021.

Nominare assessore chi ha dichiarato di avere votato alle regionali il candidato di centrodestra Marco Marsilio – sostiene l’avv. Nannarone – è l’ennesimo gesto di macelleria politica compiuto da Gianfranco di Piero e da chi lo sostiene, indifferenti al gioco -e al giogo- perverso cui stanno sottoponendo la Città.

Andrea Ramunno, è stato consigliere comunale dei cd. civici, ed è stato perciò complice di tutte le scelte della Casini contestate già in campagna elettorale dalla coalizione “Liberamente Sulmona”: Cogesa su tutte. Sempre per conto dei civici è stato eletto in Provincia. Non è un caso perciò la sua affermazione secondo cui l’elezione in Regione di Marianna  Scoccia sarebbe “un caso studi a livello nazionale”!

Un civico quindi, con un bagaglio politico di esperienze fallimentari e inefficienti, non ricandidato alle comunali, che ha votato il centrodestra alle regionali, non solo è stato chiamato dal sindaco a far parte dell’esecutivo, ma ha avute assegnate ben UNDICI deleghe: cultura, turismo, smart city, lavoro, formazione, industria, commercio, artigianato, pnrr, sport, agricoltura.

Speriamo non voglia continuare a gestire anche il bar della piscina comunale!

Siccome in NESSUNA delle deleghe attribuite Andrea Ramunno ha competenze professionali o di altro genere, da cosa è derivata esattamente la scelta del sindaco? Non è dato sapere. In realtà manca la ragione politica di una scelta priva di ogni ragione, di un progetto, di una qualsiasi visione futura che non sia l’attaccamento più a lungo possibile a ruoli e poltrone.

L’unica spiegazione plausibile visto lo stato confusionale di cui il sindaco è preda dal giorno dopo la vittoria elettorale ad oggi. Una vittoria sempre oscurata dal cordone ombelicale che lo lega ai civici di Andrea Gerosolimo: dagli incontri romani pre-elettorali ai pranzi al riparo dei tendoni, dalle nomine alle partecipate (l’attuale amministratore Cogesa era ed è persona di riferimento dei civici che il sindaco ben conosceva prima di votarlo) all’assessorato al civico Ramunno. L’esperienza “Liberamente Sulmona” purtroppo non è mai iniziata: è esistita solo nelle speranze degli ingenui durante la campagna elettorale e al momento del voto. Non mi scuserò mai abbastanza per non aver saputo fermare un percorso che avevo intuito, come sanno in molti, essere disastroso: un candidato sindaco inadatto, ambiguo, in grado solo di mal replicare uno schema di potere vecchio, polveroso ma soprattutto deleterio per la Città. Quella stessa Città che aveva deciso di guardare al futuro con fiducia e che invece viene quotidianamente tradita dal suo sindaco e da chi lo sostiene” conclude la consigliera.

Nella foto del titolo Di Piero con la mascherina, editio minor della copertura che dovrebbe mettersi al consiglio comunale di domani

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