GUARDIA DI FINANZA, ANFI E UNA LETTURA DURANTE LA MESSA DEL QUARANTENNALE
12 DICEMBRE 2025 – “Giusto è colui che non siede con gli arroganti”: questo segna l’essere diversi, tracciare il confine invalicabile tra la rettitudine (ove si intenda anche il rispetto della legge, nella sostanza e non solo nelle formalità) e la sua negazione, cioè la tracotanza, il non curarsi di infrangerla, assoldare altri per meglio compiere gli atti di arroganza. Era scritta questa frase nella “lettura” durante la Messa celebrata a Santa Maria Ausiliatrice per i quaranta anni dalla fondazione della sezione ANFI di Sulmona. E non è un caso che il distacco dagli arroganti sia il compito sociale assegnato alla Guardia di Finanza, uscita appena dal 250° anno dalla fondazione: discernere ed operare per non lasciare che i malviventi (compresi quelli con i colletti bianchi) finiscano per condizionare i giusti, o anche soltanto per servirsene. Alla Messa erano presenti il Presidente della sezione ANFI, luogotenente Vincenzo Presutti; la comandante della Compagnia del servizio attivo, cap. Cecilia Tancredi; oltre sessanta soci dell’ANFI, tra i quali tre fondatori, sopravvissuti da quel 5 ottobre 1985, quando la sezione si presentò per la prima volta in pubblico, nel carosello delle divise storiche delle Fiamme Gialle; alcune decine di parenti, amici, simpatizzanti.
E il sindaco, avv. Luca Tirabassi, ha ripreso le parole del… distacco dagli arroganti nella conviviale che è seguita, quando ha disegnato il ruolo della Guardia di Finanza per fondare un argine di legalità, un punto di riferimento anche contro la prepotenza e la disinvoltura nella violazione della legge; ed ha poi valutato l’impennata di operazioni contro il traffico di stupefacenti che si è registrata durante l’anno corrente.
Al termine, i finanzieri hanno regalato al sindaco il “crest” della sezione (nella foto del titolo), che riprende un arco dell’acquedotto di Manfredi, il palazzetto demaniale già sede della compagnia, la chiesa di San Filippo che gli sta accanto e la statua di Ovidio, cioè la sulmonesità in gialloverde. E alla cap. Tancredi hanno fatto omaggio di uno strumento di misura del tempo (nella foto in basso), visto che della scansione dei lunghi decenni dal 1985 si è arricchita la giornata.







