“PARTECIPATE ALLA VITA DI DIOCESI PRIMA DI LAMENTARVI DELLA FANTASIOSA SOPPRESSIONE”

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MONITO NELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO A POPOLI

7 DICEMBRE 2025 – Ha inserito tra le “fake news” la voce sulla soppressione della Diocesi di Sulmona don Gilberto (nella foto del titolo mentre elogia il servizio dei Vigili del Fuoco per Santa Barbara) nel celebrare messa a San Francesco stamane (si è anche scusato per l’uso di termine straniero). Ha aggiunto che, prima di dispiacersi per questa “fake”, è necessario vivificare le istituzioni religiose che si fondano sulla partecipazione dei fedeli.

Della soppressione della Diocesi di Sulmona si parla da almeno cinquanta anni; senonchè, negli anni Settanta l’ambito territoriale fu esteso per merito del Vescovo Francesco Amadio che aggregò alla “Diocesi di Valva e Sulmona”, come si chiamava allora, gli ampi territori di Pescocostanzo fino ai confini con il Molise, riprendendoli (o prendendoli?) da Monte Cassino, dove erano finiti per l’altalenarsi delle forze e delle autorità nella lunga storia ecclesiastica. Dalla conformazione della Diocesi dovrebbe prendere ispirazione la riforma della geografia giudiziaria, se tra un secolo si riuscirà a farla: alla Curia peligna sono aggregati Popoli, Bussi, Navelli, seguitando fino a Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio (che invece appartengono al territorio del tribunale dell’Aquila). Cocullo, poi, che è separata da Avezzano da una aspra orografia, fa parte del tribunale marsicano, mentre dista un quarto d’ora da Sulmona (ovviamente, non è che i serpari portino cause da discutere).

E’ una istituzione che risale al V secolo, mentre al III secolo risaliva la diocesi di Valva (Corfinio) che nel 1986 è stata inglobata in quella di Sulmona; però già dal 1972 tale diocesi non dipendeva più direttamente dal Vaticano, essendo suffraganea dell’Aquila. Ecco: suffraganeo, un termine quasi elegante per il tribunale di Sulmona dal I gennaio 2017. “Ti cito davanti al tribunale suffraganeo” è un invito più morbido. “Il giudice suffraganeo mi ha dato cinque anni, e quasi sarà un piacere scontarli.”

“Hai un precedente sulla fedina penale…”, “Sì, ma è del giudice suffraganeo”

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