Acque che muovono i treni

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IL SAGITTARIO AD ANVERSA PRIMA DI AVVELENARSI A BUSSI

12 SETTEMBRE 2014 – E’ impetuoso come un torrente canadese che si circonda di orsi in cerca di pesci.

E non è detto che anch’esso non si vanti di attrarre un tipo di orso più piccolo, che però fa parlare molto di sé nelle cronache italiane di nuovo millennio e di riscoperta della specie in via di estinzione.

E’ il Sagittario, appena liberato dalla condotta forzata che dal lago di San Domenico lo costringe fino alla centrale elettrica per muovere i treni della linea Roma-Pescara. Nel video, che pubblichiamo nella sezione BUSSI (“La terra non ha nessuna colpa”) e nell’articolo “Il destino delle acque abruzzesi non riguarda solo Bussi”,abbiamo cercato di riprendere le impetuose acque del Sagittario poco prima che la discarica di Bussi le inquini e le porti, piene di veleni, fino a Pescara ad inquinare l’Adriatico. Solo limpide, cristalline, non si possono non ammirare. Sono generose di energia: hanno già spinto i treni, lo fanno da ottanta anni, secondo il sistema più puro di produrre energia. E potrebbero rimanere chiare, fresche e forse dolci anche dopo aver attraversato la Valle Peligna, perché passano in zone distanti dall’area industriale di Sulmona. Qualcosa va fatto per rimuovere la discarica e per ridare speranza al bacino idrografico più grande d’Abruzzo, quello che confluisce a Bussi. E non basta creare un sarcofago di cemento per dire he la discarica non c’è più, come pare sia nel progetto proposto di recente.