SBIC SCOPRE LA COLTRE DEL DRAMMA DELLE CASE POPOLARI
10 GIUGNO 2015 – “Improvvisamente assessori e consiglieri di maggioranza si sono accorti che sono più di 160 le domande per un alloggio popolare”.
Il gruppo consiliare di “Sumona Bene in Comune” solleva la coltre che ammanta la voragine della distribuzione di case popolari .
“Ma come? Mezza città è tappezzata di cartelli SI VENDE e SI LOCA , la popolazione diminuisce e hanno chiuso pure il punto nascita? E sì, nonostante la situazione apparisse tanto rassicurante, la maggioranza dimasci-ranalliana ha dovuto prendere atto che c’è bisogno di alloggi popolari… E gli amministratori si accorgono che non c’è il regolamento per l’assegnazione degli alloggi e che le case-parcheggio sono diventate di sosta a tempo indeterminato”. Il regolamento, in bozza, viene dissotterrato dal mucchio di fascicoli e domande di assegnazione ma non si sa che farsene. Sarà portato in Commissione, prima o poi, con l’ormai tradizionale “Prendere o lasciare”. Neanche gli passa per la mente di attuare almeno l’incipit del programma di mandato di Ranalli: “L’attuale Amministrazione Comunale intende dar vita ad esperienze di “amministrazione condivisa” con forme partecipative della popolazione nelle decisioni di interesse pubblico.”
Il sospetto – osserva il gruppo di Lucci – è che la questione abitativa voglia continuare ad essere gestita come ai vecchi tempi, trasformando un diritto in un favore. Del resto, i giovani amministratori, figli dei vecchi amministratori, non hanno molta fretta di risolvere i problemi. Forse stanno già pensando di lasciarli in eredità ai propri figli. Sennò non si spiega un Piano per il centro storico chiamato “Sulmona 2025”.
SBiC ribadisce la propria opposizione a questo modo approssimativo di gestire la cosa pubblica e continuerà a battersi affinché vengano rafforzate le forme di partecipazione dei cittadini alla vita dell’amministrazione comunale, perché solo in questa maniera i problemi potranno essere risolti prima che diventino emergenze”.





