Al voto solo il 44%, queste elezioni vanno ripetute

220

FEDERICO : “HA INFLUITO MOLTO LA SCELTA DEI CANDIDATI”

10 GIUGNO 2013 – Per la prima volta al ballottaggio il numero dei votanti non arriva neanche alla metà degli iscritti aventi diritto: si ferma al 44.78%.

In rapporto al risultato del ballottaggio di cinque anni fa, si registrano ben 23 punti di percentuale in meno. Quindi più di un terzo di quanti deposero la scheda per la elezioni di Fabio Federico non è tornato alle urne. I voti in totale espressi sono poco più di 10.000, quando per la elezione di Franco La Civita nella “legislatura” precedente a quella appena conclusa furono oltre 13.000.

Il disastro delle elezioni 2013 sta tutto in queste cifre. Né si potrà giustificare qeusta debacle con l’argomento che l’astensionismo è in crescita ovunque. Innanzitutto le dimensioni di Sulmona sono patologiche e inducono a credere che una componente rilevantissima degli elettori di Di Benedetto non sia tornata alle urne per protesta. In secondo luogo Sulmona ha una tradizione di partecipazione politica molto forte: l’autentico bene in comune per tutta la città è stato stravolto in una consultazione alla quale avevano dato anima e corpo molte formazioni civiche. I Sulmonesi avrebbero voluto partecipare, se si fosse consentito loro di farlo in termini accettabili. Prima il Pd ha rinnegato il candidato uscito dalle primarie della sinistra, tranne ricollocarlo al suo posto solo per questioni di facciata; poi il Pdl ha imposto un candidato ignoto ai più e assolutamente privo di verve e capacità persuasiva, frutto di un gioco di potere all’interno del Pdl per defenestrare Fabio Federico o metterlo in condizioni di abbandonare.

“E’ un segnale molto grave quello che emerge da questi risultati “ osserva il sindaco uscente, Fabio Federico appena di diffonde il dato dell’afflusso alle urne “A prescindere da chi vincerà – prosegue- c’è da dire che tutti quelli che si sono recati alle urne non sono neanche la metà dei cittadini sulmonesi. A destra e a sinistra evidentemente non si sono scelti bene i candidati. Infatti, per quanto si possa considerare il fenomeno, doloroso, di un candidato che non può partecipare al ballottaggio perchè deceduto, se a contendersi la carica di sindaco fossero state persone convincenti i Sulmonesi sarebbero andati in gran numero, come hanno sempre fatto, in tutti i periodi dal dopo-guerra in poi, perchè amano partecipare alle scelte politiche della città. Ora bisogna rimboccarsi le maniche ed evitare che questa giornata nera possa aprire la serie delle elezioni “dell’astensione”, perchè la città non segue impassibile la sua crisi, ma vuole partecipare, vuole guarirne; secondo me ha anche le risorse per farlo. E, sempre a mio modesto avviso, si potrà presto tornare alle urne, forse già fra un anno, per eleggere un sindaco che sia di tutti o, almeno, di qualcosa più del 44% dei Sulmonesi” conclude Fabio Federico.