STRAORDINARIE ANTEPRIME DEI PROGETTI SUI QUALI I TECNICI STUDIANO DA DUE ANNI
“Per programmare gli interventi occorre conoscere le caratteristiche della città storica attraverso un’analisi approfondita di aspetti socio economici e infrastrutturali della stessa”. Perbacco, la prima puntata degli incontri con “i portatori di interessi” si è risolta con la vittoria straripante di monsieur de La Palisse, il quale sosteneva che un quarto d’ora prima di morire in battaglia il soldato era vivo.
Da questa abbagliante rivelazione, che pare sia il portato di meningi altamente sollecitate dai tecnici Luigi La Civita e Raffaele Giannantonio arriveranno, si spera prima della obsolescenza delle auto elettriche, le conclusioni dello “studio” a loro assegnato dalla sindaca.
“E’ un lavoro che è cominciato 2 anni fa e che mette anche a sistema tutti gli interventi fatti ed in corso di attuazione (area camper, riqualificazione piazzale stazione ferroviaria, Spazio Ovidio, villa comunale, arredi urbani, solo per citarne alcuni).” Ma solo alcuni, attenzione, perchè a citarli tutti si corre il rischio di andare fuori tema. Rischio attuale, perchè il piazzale della stazione ferroviaria sta qualche chilometro lontano dalla “città storica” (la foto del titolo ripropone il lungo viale della stazione nel quale non si intravvede la statua di Ovidio) e, dunque, difficilmente può far parte degli interventi strutturali (ma anche “à la carte”) sul centro storico. Rischio concreto, perchè lo “Spazio Ovidio” finora è una fantasia che è volentieri sostenuta da Fabio Spinosa Pingue che ha già fatto lo “Spazio Pingue” e vorrebbe, per assonanza, rientrare nel Bimillenario. Ma non citiamoli tutti, solo “alcuni”, anche se tra questi rientra la villa comunale, che proprio sui mosaici del centro storico non si trova, anzi è quel campo della Waterloo della giunta Casini, che ha perso per inettitudine il finanziamento necessario alla bonifica.

Noi ricordavamo che l’area camper c’entra con la città storica come i cavoli a merenda, ma forse ci sbagliavamo e le roulotte che abbiamo visto sotto la statua di Ovidio durante le varie fiere che, quelle come no, valorizzano e tutelano il centro storico, componevano la vera area camper (e cibo da strada e porchetta e junk food), anche per la parte che si estendeva sotto lo sguardo perplesso dei sette savi dell’Annunziata. Comunque, che questo sia un lavoro cominciato da due anni ci conforta, perchè se dopo due anni sta a questo punto, possiamo sperare che l’epilogo sarà questione che riguarderà i nostri pronipoti; anche le parcelle dei tecnici, possibilmente.






