SFOGHI DAL BARBIERE CONTRO LE TASSE E GLI SPETTACOLI DEL PALAZZO
29 GENNAIO 2015 – I saloni dei barbieri sono stati sempre i posti che i giornalisti dovrebbero frequentare: c’è lo spirito del popolo, come direbbero i tedeschi; c’è la valutazione del reale non mediata dalle esigenze della politica e dalle convenienze dei politici; c’è il sentimento schietto, unito a molto più ritegno etico di quello che si esprime nei talk-show. In un salone di barberia non si può truffare, perché chi ascolta ne sa più di chi conciona e sa rispondere più impietosamente.
Così può capitare che un pover’uomo che in tanti anni ha solo lavorato (“se devo andare a Pescara debbo mettere il navigatore, perché non so neanche dove si passa”, per dire che non si è concesso mai una giornata di mare) racconta di aver dovuto pagare 2.400,00 euro di tassa sulla casa. E’ una casa come se la può fare un bravo e risparmiatore artigiano dopo 60 anni di lavoro indefesso. Sarà anche una piccola villa, ma pensare di foraggiare con quei 2.400,00 euro di tassa su una villetta lo spettacolo del Palazzo è qualcosa che fa sbarellare. E la prima che capita a tiro è la sen. Stefania Pezzopane, per le recenti esibizioni non proprio politiche. Non possiamo riferirle, perché già la fa tanto lunga per spiegare i suoi sentimenti che ci manca solo che pretenda di occupare questo sito con rettifiche sull’amore e le supponenti lezioni sul vivere felici.
E così ci si può fermare alla esaltazione del crimine: “A Montecitorio dovrebbero andare due di quelli di Parigi, con i mitra. E poi bisognerebbe passare con l’aspirapolvere, per levare tutto quello che rimane. Ma debbono avere i colpi giusti per farli fuori tutti, sennò rinascono, come la Fenice; e ci ‘i ritruem annanze peggi’ de prim’ “ o all’incongruenza tra un “Pannella che fa sempre lo sciopero della fame e non si muore mai” e le persone che muoiono di fame per le tasse del governo.
Si dirà che sono gli eccessi dell’anti-politica. La verità è che, con un biglietto di 2.400,00 euro, insieme a tante altre tasse e imposte, il pover’uomo avrebbe diritto a vedere uno spettacolo un po’ migliore. E, se si sfoga almeno dal barbiere, bisognerebbe stroncare i meccanismi che vanificano il suo sacrificio di risparmiatore, piuttosto che reprimere la sua espressione di rabbia.
Nella foto del titolo l’antica mostra di una barberia, ormai destinata ad altro uso, in Piazza XX Settembre






