ANCHE DRAGHI HA FATTO COSE BUONE

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PERICOLOSA TRAIETTORIA SEGNATA DAI SINDACI CHE APPLAUDONO IL PREMIER SOLO AL COMANDO SENZA NEANCHE DIRE UNA PAROLA SULLA REVOCA DELLA CONCESSIONE AUTOSTRADALE

20 LUGLIO 2022 – E’ un accorrere incondizionato, un’affluenza entusiastica, un’esaltazione diuturna: i sindaci, ben 1500, da tutta Italia si levano a sostenere le ragioni della permanenza di Mario Draghi alla presidente del Consiglio dei ministri. Diremmo quasi un plebiscito, se non incorressimo nell’offesa ai baldi primi cittadini paragonando il loro entusiasmo a quello dei plebisciti guidati dal potere all’epoca dell’unificazione dell’Italia sotto la bandiera sabauda, con tanto di proclamazione dell’Unità in lingua francese il 17 marzo 1861. Quindi non diciamo che è un plebiscito. Ci limitiamo a riportare la nota che ci è stata recapitata, qualora non avessimo letto quella dei baldi 1500: “Noi sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo”. Molto elevata la risposta tra i sindaci aderenti ad ALI Abruzzo, che si schiera senza tentennamenti a favore del prosieguo del governo, in linea con il presidente nazionale Matteo Ricci, tra i promotori dell’appello. Alessandro Paglia, direttore ALI Abruzzo: “In questo momento il nostro unico interesse è dare risposte ai sindaci che sono tutti i giorni al fronte per il contrasto alle fragilità sociali, vista dai territori questa crisi non è comprensibile. Ci troviamo in una tempesta perfetta, tutti facciano un passo indietro e si pensi a tutelare le persone più fragili ed esposte alla crisi”.
Anche il Presidente Giacomo Carnicelli, tra i più attivi nel promuovere l’appello si schiera a sostegno dei sindaci: “Dal territorio arriva una forte domanda di stabilità, occorre dare risposte non creare ulteriore incertezza. Hanno risposto in molti, diversi sindaci di importanti città abruzzesi, i sindaci che vogliono aderire ci contattino, sono i benvenuti”.

Non sembra il plebiscito, ma sembra di essere tornati ai tempi della Lupa, quando accorrevano tutti ad applaudire un uomo solo al comando e si allestivano “giornate particolari“.

Facessero il loro dovere, questi sindaci avrebbero il nostro rispetto. Ma non li abbiamo sentiti dire una parola sull’affaire della revoca della concessione autostradale a “Strada dei Parchi”. Eppure è stato un atto del governo dei Migliori, che, come atto dei migliori, è stato immediatamente bloccato dal TAR. Si potrebbe parlare di uno sfondone dei migliori, ma abbiamo dubbi circa la fondatezza della sospensione e, quindi, siccome non abbiamo i paraocchi come li hanno i sostenitori di un uomo a prescindere da quello che dice, siamo più portati a credere che stavolta aveva ragione Draghi. Del resto, tanto per rimanere al tema, anche “Draghi ha fatto cose buone” (come forse si dirà tra qualche decennio).

Visto che parlano (e anche troppo), questi sindaci abruzzesi ci dovrebbero spiegare perchè non hanno mai firmato un documento nel quale, invece di implorare il rinvio degli aumenti dei pedaggi autostradali, sostengano la assai più lineare tesi che le autostrade abruzzesi debbono tornare all’ANAS e che questa azienda, come fa da sessant’anni per la autostrada Salerno-Reggio Calabria, non riscuote una lira (adesso un centesimo di euro) per pedaggi.

Se seguissero una logica, i sindaci abruzzesi dovrebbero cogliere al balzo la “cosa buona” che ha fatto Draghi; eppure, su quel fronte, non dicono niente e cercano di elemosinare un risparmio sulle tariffe. Cose che capitano a chi applaude e solidarizza ed esalta e amplifica senza neppure sapere cosa sta dicendo e cosa dovrebbe dire nell’interesse dei rappresentati.

Nella foto del titolo lo sguardo del mascherone alla Fontana del Vecchio quando vede cose storte

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