E ANNUNCIA CHE EVACUERA’ SULMONA, COSI’ IMPARA
18 MAGGIO 2017 – Intervenendo ad una assemblea improvvisata per protestare contro la chiusura dell’agenzia di promozione culturale,
la sindaca Annamaria Casini ha annunciato che potrebbe evacuare l’intera città (secondo quello che riporta “Il Messaggero” di stamane, anche in locandina), se si debbono considerare gli indici di vulnerabilità degli edifici. Ha anche detto, secondo “Il Centro”, di non essere stata informata della chiusura del centro culturale ed ha criticato la Regione Abruzzo, invitando il consigliere regionale Pietrucci, che stava a Sulmona per altro impegno, ad andare a parlare in quella assemblea, così cercando di deviare verso di lui le contumelie dei dipendenti e degli utenti dell’agenzia.
Ma se doveva prendersela con la Regione per l’improvvisa chiusura di un ufficio regionale, perché ha preso di petto un consigliere e non l’assessore Andrea Gerosolimo che si è fatto eleggere per rappresentare le istanze di Sulmona e del territorio ed assiste impassibile allo sventramento di tutte le risorse del centro-Abruzzo, allestito e realizzato dalla giunta di D’Alfonso? Tra l’altro Gerosolimo è proprio il politico che l’ha collocata, con il peso del suo apparato elettorale, sulla poltrona di sindaca e, dunque, questo schiamazzo contro le metodiche regionali poteva concludersi nella stessa famiglia politica.
Secondo punto: la sindaca si rende conto della portata di quello che dice, quando afferma che, stando ai parametri di vulnerabilità dovrebbe chiudere tutte le scuole e anche il municipio? Ma come: ha evacuato Palazzo Mazara dalla sera alla mattina del 19 gennaio 2017 e non ha pensato che peggio di Palazzo Mazara stava Palazzo San Francesco? E se è convinta che i palazzi non sono sicuri, cosa risponderà al magistrato che la interrogherà all’indomani del terremoto che alcuni “tecnici” danno per sicuro a Sulmona (e nessuno li accusa di procurato allarme)? Va a evacuare case e uffici di persone non allineate e si prende le sberle dal TAR senza nemmeno ricorrere al Consiglio di Stato e poi fa la Masaniella davanti all’agenzia di promozione culturale?





