ANONIMI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI

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I “CORAGGIOSI” DEI COMMENTI SUI SITI INTERNET CONTRO FABIO FEDERICO INDIVIDUATI E PROCESSATI 

20 OTTOBRE 2013 – Tutto viene a chi sa aspettare; e chi aspetta il risultato della macchina della giustizia qualche verità alla fine l’appura.

Per esempio, su quella banda di anonimi che ha imperversato per anni sui siti di informazione cittadina. E’ di settembre la condanna in sede civile per un articolo che prendeva lo spunto dal rifacimento dell’area intorno alla chiesa di San Rocco in Piazza Garibaldi per diffamare il sindaco in carica, Fabio Federico. Con saccente analisi e anche molto livore, l’anonimo estensore nel sito “Rete5” ha dato della testa di legno agli amministratori e anche a chi li ha messi al loro posto, ma alla fine deve solo ringraziare per la circostanza che il limite di competenza del giudice di pace sia di cinquemila euro se il malcapitato proprietario, responsabile per i danni recati, non dovrà sborsare di più. Certo, si dirà, è solo l’espressione della opinione di un giudice di pace, che potrà anche essere riformata in tribunale.

Né si può affermare che gli strali della giustizia vengono solamente dal primo grado. Addirittura la Corte di Cassazione ha annullato l’archiviazione che il tribunale penale di Sulmona aveva disposto per un articolo di uno sconosciutissimo “Elzeviro” contro sempre Fabio Federico su una vicenda legata alla gestione del Cinema Pacifico. I giudici supremi hanno rimandato il fascicolo al tribunale due settimane fa e ora quanto meno si dovrà vedere chi è questo Elzeviro di “Zac7 on-line”.

 

E che dire dei trentadue anonimi che hanno riempito di contumelie il sindaco allora in carica, sempre Fabio Federico, sulla intervista manipolata, in un sito pure cittadino, per delle asserite patologie cromosomiche? La polizia giudiziaria li ha individuati uno per uno ed hanno perso la comoda condizione di anonimi; nessuno di questi è sulmonese, a dimostrazione che, tranne i rari casi di pseudonimi che, come abbiamo visto, si contano con le dita di due mani, il livello dello scontro politico a Sulmona ha sempre rifuggito dall’ottica del colpire l’avversario senza rendersi palese, per non dare il fianco alle molte critiche sulla propria coerenza, sul proprio comportamento civico, addirittura sui propri passati politici come nei prossimi giorni vedremo che si è verificato per lo pseudonimo “dicolamia” di recente oggetto di altra iniziativa giudiziaria.

 

A dicembre, ancora, andranno a giudizio davanti al Tribunale monocratico due anonimi che rimproveravano Fabio Federico con frasi da trivio per essersi fatto rimborsare i danni riportati da un danneggiamento alla propria autovettura. Certamente quella pretesa fu una caduta di stile, soprattutto da parte di chi non è mai stato sul lastrico; ma da qui a bollare il sindaco come i due imputati (raggiunti sempre con la polizia postale) lo hanno bollato ne passa parecchio: ne passa, quanto meno, quello che si chiama coraggio delle proprie idee e anche delle proprie violenze verbali.

 

Insomma, per riprendere Marx, dovremmo dire: “Anonimi di tutto il mondo, unitevi”. Ma unitevi per conquistare quello che non avete e che è il senso stesso della democrazia e dello spirito civico, il gusto di dire qualcosa sapendo che sarà valutata anche per quello che può rappresentare l’autore, per quel piccolo discorso del lanciare la prima pietra per colpire chi non ci piace. Insomma, per essere uomini. E in chiusura va anche fatta una annotazione per chi fa giornalismo: nessun giornale o sito internet ha mai riferito di queste inchieste, addirittura di un provvedimento della Corte Suprema di Cassazione, quando invece spuntano dai fascicoli notizie prima che raggiungano il giudice per le indagini preliminari, segno che l’attenzione di taluni giornalisti è stata massima quando si è trattato di mettere in piazza le iniziative giudiziarie contro Fabio Federico. Non andrebbe anche detto, a questo punto: “Giornalisti di tutta Sulmona, penitentiagite” ?

 

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