Aquilani più ricchi dopo il terremoto

287

GLI EFFETTI DEL CRATERE SISMICO DISEGNATO COME UN MERLETTO

23 APRILE 2014 – Sono aumentati di parecchio i redditi degli aquilani dal 2008 ad oggi. Lo rivela la statistica delle denunce presentate fino allo scorso anno. Il capoluogo colpito dal terremoto ha risalito di molte posizioni la classifica nazionale.

Non ha fatto in tempo a spargersi la notizia di una statistica così netta, probabilmente dovuta anche a qualche dato da interpretare meglio, che già i microfoni del TG3 hanno dato spazio alle “voci” dissonanti, con uno di quei servizi che servono più a far parlare chi vuol contestare le statistiche che a capire le statistiche.

Dissonanti, poi, da che cosa? I cantieri ci stanno (lo abbiamo appreso da quelli che dicevano che occorrono più soldi e leggi speciali e accise perchè i cantieri costano), il mercato immobiliare ha fatto il previsto rimbalzo (è ovvio che le case che rimangono dritte costano molto di più, se la popolazione tende a rientrare…): cosa c’è da meravigliarsi se anche le famiglie guadagnano di più? Non c’era bisogno di intervistare l’assessore aquilano Lelio De Santis, che con un eloquio criptico ha detto che queste statistiche non fanno altro che impedire a L’Aquila di avere i privilegi che gli aquilani non vogliono ma che insomma non sono sgraditi (in definitiva, pare di capire che le marche da bollo, dopo averle portare a 16 euro per dare un euro per ogni certificato in Italia alla ricostruzione aquilana, si potrebbero portare anche a 17 euro per accelerare la ricostruzione; se poi si vuol fare prima l’ideale è portarle a 18 euro e se ci vogliamo togliere il pensiero, arriviamo a 20, tanto c’è chi paga)

Semmai questi dati statistici confermano che hanno avuto eccessive paure gli aquilani che hanno fatto di tutto per escludere Sulmona dal “cratere” degli interventi del post-terremoto: magari si sarebbero abboffati lo stesso pure se un’altra importante città d’arte d’Abruzzo si fosse potuta valere dei benefici per rifare chiese e palazzi come a L’Aquila e non fosse stata esclusa tra Popoli (compresa nel cratere) e Bugnara (che riprende il cratere sismico con un perimetro un po’ strano: più che “cratere” si può chiamare d’ora in poi “ritaglio aquilano”, o merletto aquilano, vista la cura usata nell’orlo). E magari a Sulmona i redditi non sarebbero andati a picco, come stanno andando a sei anni dal terremoto… tanto per ricordare a chi non ha letto Keynes che, se ti mangi tutto tu, chi ti sta vicino si muore di fame.