AVETE VOLUTO PAOLA PELINO E GIOVANNI LEGNINI? TENETEVELI E NON PIANGETE SUL TRIBUNALE SOPPRESSO

632

NON PARTECIPIAMO ALLA DANZA MACABRA DELLE PROROGHE – TRENTACINQUE ANNI FA IL CONVEGNO PER ANTICIPARE I TEMI DELL’ACCENTRAMENTO FU DEFINITO ANACRONISTICO: DAL 13 SETTEMBRE TUTTI A L’AQUILA

17 DICEMBRE 2021 – Riserviamo alle “Brevi” le novità sull’agonia del tribunale di Sulmona. Non consentiamo che continui il macabro ballo al capezzale dell’ufficio giudiziario che non dal destino cinico e baro è stato soppresso, ma da una legge voluta da Silvio Berlusconi, dal Pd, dalla cosiddetta destra che impesta l’Italia e che non consente la rinascita di una Destra vera, da quello che residuava dei socialisti dopo le sfoltite di Mani Pulite. Dal giorno successivo alla approvazione della legge che ha eliminato i tribunali in tutte le città che non sono capoluogo di provincia è incominciata la passerella delle iniziative per prorogare l’agonia. Oggi che non sono in previsione consultazioni elettorali, almeno fino al giorno del trasferimento di armadi, giudici e cancellieri a L’Aquila, i partiti non prendono iniziative concrete e dilaga, così, la versione pratico-amministrativa ministeriale, che nei mesi precedenti il D-day non può che essere demolitiva: si esprime con trasferimenti di giudici e personale non rimpiazzati, cosicchè gli stessi avvocati, almeno quelli che hanno a cuore il destino delle cause che patrocinano, invocheranno, da marzo in poi, il trasloco definitivo, perché sguazzare in una pozzanghera sempre più priva di acqua e di ossigeno è esattamente l’opposto di quello che hanno perseguito laureandosi, prendendo l’abilitazione e, soprattutto, investendo in mezzi e passione, in apparati costosi come uno studio professionale, in libri, corsi di aggiornamento, riviste per rimanere sempre al passo nel servizio dei clienti.

Stare a implorare proroghe di uno o due anni può mettere la coscienza al riparo da inquietudini dell’ultimo momento; ma non serve a niente. Nel 1987 organizzammo, con il Rotary che all’epoca si interessava ancora di temi sociali e assumeva iniziative di impegno civico invece di limitarsi a pulire fontane, un convegno sulla già paventata soppressione dei “tribunali minori”. Relatore di eccezione fu Claudio Vitalone, senatore di grande cultura giuridica, sebbene andreottiano, che parlò per circa due ore a braccio e sottolineò, da giudice e da cittadino, l’importanza dei presidi di giustizia, non sostenendo la baggianata che ancora oggi a pappagallo sottolineano gli operatori del diritto del fine settimana (come se il tribunale a Napoli abbia mai scoraggiato la camorra), ma valorizzando la consuetudine che con l’applicazione della legge deriva alla gente comune, cioè a quelli che reggono lo Stato e che per questo finiscono di identificarsi con le istituzioni e le vogliono accanto ed operanti, non tanto per catturare i rapinatori o gli estorsori, quanto per rispondere giorno per giorno alla aspettativa dello “iuris dicere” nelle relazioni comuni. Lo Stato unitario in centocinquanta anni ha progressivamente ridotto la presenza di uffici di conciliazione e di preture sul territorio, incrementata dai Borbone in tutto il centro-sud d’Italia; lo Stato repubblicano in poco più di cinquanta anni ha accelerato questa dissennata azione di accentramento, voluta dai magistrati che ora non sanno più ora cosa sopprimere, visto che la soppressione non ha portato a nessuna “specializzazione dei giudici” e a L’Aquila (che raggrupperà gli attuali tribunali del capoluogo, di Avezzano e di Sulmona) il “giudice delle società” non disdegnerà di far parte di collegi per i divorzi e affidare i bambini al genitore reputato più idoneo non si sa in base a quale legge sul commercio, mentre i giudici del Riesame continueranno a fare i giudici del dibattimento, quando servirà.

 Al convegno che organizzammo 35 anni fa mandò il suo messaggio addirittura l’ex presidente della Repubblica Giovanni Leone, impossibilitato a presenziare, ma lieto di illustrare, con una particolareggiata relazione, i motivi per i quali, meglio considerando la sua iniziale propensione all’accentramento, disse, da prestigioso professore universitario e autore di un testo di grande chiarezza sul processo penale, ma soprattutto da intellettuale onesto che la Sinistra (compresa quella democristiana) defenestrò senza prove di colpevolezza, che occorreva procedere in senso inverso.

Quella iniziativa nella gremita sala del Palazzo di Portoghesi (Centro servizi culturali) ebbe un curioso riscontro tra politici e avvocati, che sostennero che fosse pleonastica, perché i tribunali non sarebbero stati mai soppressi. Tali scempiaggini furono avvalorate dall’impegno di un Ministro della giustizia in carica, Giuliano Vassalli, che nell’aula del tribunale, a ottobre 1989, annunciò che semmai altri tribunali sarebbero stati istituiti (e citò l’esempio di due uffici appena inaugurati in Campania). Poi, di anno in anno, politici dallo sguardo miope si cullarono su queste affermazioni e lasciarono progredire le riforme volute dai giudici. Vennero i politici che votarono a comando delle rispettive segreterie di partito: Paola Pelino, Maurizio Scelli, Giovanni Legnini, per citare quelli che presero i voti dei sulmonesi. E i sulmonesi confermarono i voti a Paola Pelino anche dopo che la parlamentare a comando soppresse il tribunale di Sulmona. L’avete voluta? Tenetevela. Se non fosse per gli ingranaggi interni di Forza Italia, starebbe ancora là con il sostegno dei sulmonesi. E del resto uno striscione simile a quello che oggi campeggia all’ingresso del tribunale che “non deve morire” fu applicato qualche anno fa, ma il presidente del tribunale dell’epoca, sulmonese, lo fece rimuovere perchè pareva sostenere una polemica con i giudici del consiglio giudiziario che si riunivano il giorno dopo a Sulmona. Almeno il presidente di oggi lo ha lasciato; e pare venga dalla Sicilia. La sulmonesità gioca sempre tiri mancini a Sulmona, come per l’autostrada e la ferrovia.

Quindi, da oggi le notizie sul salvataggio del tribunale vanno tra le “Brevi”. Seppure.

Una fase della protesta degli anni scorsi
Please follow and like us: