CAPORETTO CULTURA: CHE LEZIONE…

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A COLLOQUIO CON IL NIPOTE DI ITALO PICINI CHE CERCA DI ALIMENTARE UNA FIACCOLAI TANTI CHE TANTO S’OFFRONO E POCO PRODUCONO – I POCHI CHE STUDIANO E VENGONO RESPINTI

27 GENNAIO 2023 – Come un potente faro che scopre angoli rimasti a lungo sconosciuti, l’esame della candidatura della città a diventare capitale della cultura ha svelato inefficienze, piccole e grandi velleità di protagonismo, incapacità di colloquiare, a tratti anche sconclusionate ideazioni: cioè i remoti ingredienti di un mondo che è portato più a celebrarsi che a ricercare ed elaborare programmi. Una monade della realtà che creava atti culturali era il prof. Italo Picini: all’ambiente sulmonese ha dedicato tante sue energie, quasi tutte per raffigurare le “donne sfasciate” del contado e dei quartieri contadini della città; oppure gli adolescenti negli spazi semplici e negli strumenti semplici dei loro giochi; finanche le mura del borgo, che negli olii e negli acquerelli assumevano coloriture vivaci, a tratti allegre. Da questo si vedeva un immenso amore per la città. E sembrava sgorgasse l’auspicio concreto di vederla capitale della cultura. Ha assorbito questa venerazione, vivendo intensamente gli ultimi anni accanto a lui, il nipote Marco (nella foto del titolo alla inaugurazione di una retrospettiva), con il quale abbiamo esaminato i motivi dello schianto cui è andato incontro il tentativo di superare la prima selezione.

Una interpretazione di Italo Picini

Trovi che la candidatura di Sulmona a diventare Capitale della cultura per il 2025 sia stata sostenuta con determinazione?
Certamente si poteva fare meglio e con maggiore impegno. Non ho avvertito quel fermento culturale e di
condivisione nella Città per la preparazione del dossier. La stessa cosa dicasi per le realtà del centro- abruzzo, convocate sporadicamente dall’amministrazione e dal comitato tecnico scientifico. La domanda che mi pongo è la seguente: le realtà vicine a Sulmona sono state realmente coinvolte nel progetto, oppure, sono loro stesse responsabili per non aver dato il contributo richiesto ? Qualcosa evidentemente non ha funzionato.

La relazione allegata alla proposta avrebbe dovuto contenere riferimenti ad aspetti diversi? 

Non conosco nel dettaglio la relazione presentata. A breve verranno comunicate le motivazioni che hanno portato Sulmona dalla esclusione dalle dieci città finaliste. Temo fortemente che le motivazioni creeranno ulteriore dibattito in città. Sicuramente e purtroppo saranno evidenziate lacune, criticità e il non aver raggiunto i parametri previsti dal bando. Mi auguro di sbagliarmi !!! La relazione allegata, doveva inevitabilmente fare riferimento a diversi aspetti. Sono certo del grande impegno del comitato, composto da stimati ed affermati uomini di cultura. Ritengo però, vista l’importanza dell’evento, che forse era auspicabile il coinvolgimento di aziende che fanno esclusivamente questo tipo di lavoro. Inoltre, dettaglio non trascurabile, sono le stesse aziende che creano i presupposti per stabilire i contatti con chi può perorare la causa nelle sedi opportune.

Nel 2015 Pescara, tramite la sua assessora Marchegiani, si offrì spontaneamente di sostenere la candidatura di Sulmona. Un dialogo con il capoluogo adriatico potrà essere utile per una prossima candidatura. E quali temi, eventualmente, dovrebbe valorizzare?

Ricordo perfettamente. Sicuramente una occasione persa. E’ ovvio che creare dialoghi con la città di Pescara potrà portare solo benefici sia per future candidature che in generale per qualsiasi operazione culturale. Non escluderei, anzi lo auspico, contatti e collaborazione anche con la città di l’Aquila. In questa delicata fase Sulmona ha necessità di creare forme di collaborazione con altre realtà, in quanto oggettivamente è “isolata politicamente”. E’ questo purtroppo il vero problema che spesso facciamo finta di non vedere. Forse, l’eliminazione dalla fase finale, a prescindere dal “dossier”, è la mancanza di forza politica decisiva in queste situazioni. L’auspicio è che questa debolezza politica non possa incidere negativamente sulle altre vertenze del nostro territorio. Troppi conflitti, troppi attriti, contestazioni, manifestazioni, assemblee, attacchi politici di parte e vendette trasversali all’interno delle coalizioni. La vicenda COGESA è emblematica !!! Auspico un cambiamento di mentalità a 360 gradi.
Altrimenti la vedo molto dura. Per concludere la risposta alla sua domanda, non sono io in grado, con grande umiltà di snocciolare i temi da valorizzare con Pescara.

Qual è lo stato della cultura a Sulmona?

Tanti progetti, tantissimi eventi, grosso fermento culturale. Detto questo, visto però il risultato frustrante per
l’eliminazione di Sulmona, dobbiamo necessariamente farci delle domande. Siamo in grado di migliorare il livello delle manifestazioni ? Siamo capaci di renderle più attrattive ? Tutti questi eventi hanno effettivamente un ritorno dal punto di vista turistico ? Siamo in grado di coinvolgere anche le realtà limitrofe del territorio ? Lo stato della cultura sulmonese non è dei migliori. Alcune manifestazioni sono di nicchia, altre sono autoreferenziali, talune negli ultimi anni hanno avuto scarso successo nonostante i cospicui finanziamenti. Non dimentichiamo anche che spesso non si è provveduto al necessario ricambio generazionale. Per cui a prescindere dai grandi eventi: riti Pasquali, Giostra Cavalleresca, Muntagninjazz e Sulmona Film Festival non vedo nell’immediato futuro novità di rilievo che possano definirsi interessanti (mia personalissima opinione). Inoltre nel 2025 ci sarà l’anno giubilare a Roma. Siamo pronti come città ad inserirci nei circuiti che contano? Oppure, come spesso accade, rincorreremo a tempo scaduto, senza alcuna possibilità di essere protagonisti nei contesti giusti per rivendicare la nostra storia le bellezze artistiche e monumentali della città di Sulmona?

Il prof. Italo Picini, già novantenne, fu valorizato dalla Direttrice del Polo museale abruzzese, Lucia Arbace, senza che si fosse proposto, come era nel suo stile. C’è la possibilità, a Sulmona, di costituire un circolo culturale che si riunisca periodicamente in municipio, al di là delle formazioni politiche, coordinato statutariamente dal sindaco, per indicare temi e iniziative culturali, ovvero per
scoprire talenti artistici e in genere intellettuali? E ci sono le persone? 

Domanda molto interessante. La ringrazio Direttore per aver ricordato mio zio. Sono sei anni dalla sua morte, come Lei ben sa, che mi occupo quotidianamente di valorizzare al massimo il suo patrimonio artistico e culturale. Insieme ad altri importanti sulmonesi Italo Picini è stato (lo è ancora…….) vittima della dilagante “pochezza culturale di questa città”. Ricordo solamente l’arroganza di chi “facendo proprio” un progetto legato alla figura del Maestro Italo Picini, oggi pensa di creare dal nulla un nuovo spazio culturale in Città… Sono pienamente d’accordo sulla possibilità di costituire in Città un circolo culturale per individuare temi, indicare percorsi, valorizzare le nostre bellezze e scoprire nuovi talenti che possano contribuire alla valorizzazione del nostro immenso patrimonio artistico e monumentale. Sono convinto che ci sono persone che hanno l’attitudine e le capacità per dare il loro personale contributo alla causa della “cultura cittadina”.

Concludo nel ringraziare il Direttore per avermi ospitato nelle sue pagine.
Auguro alla città di Pescina un sentito in “bocca al lupo”.

Se marginalmente può interessare una opinione diversa, tutto questo impegno del comitato non l’abbiamo proprio notato. E perciò domandiamo se non sia il caso di rimuovere orgogli personali per formare un organismo permanente, fatto di persone di alto livello, che, proprio perchè non si offrono, pensano e riflettono di più, non smettono di cercare e confrontare, cioè tornano idealmente sui banchi di scuola. A Sulmona quelli che abbiamo conosciuto, che nell’ultimo mezzo secolo hanno dato se stessi alla cultura, sono stati esaminati nei vetrini delle analisi politiche, anzi partitiche: ad incominciare da Angelo Maria Scalzitti, passando per Antonino Chiaverini, per finire con Vincenzo Accardo. Per questo si chiederebbe ad un sindaco di andare a cercarli e di essere un moderatore delle varie acuzie, invece di sobillarle. E di escludere per primi quelli che… s’offrono tanto.

E un’altra marginalissima opinione è l’auspicio di evitare proprio l’abbraccio mortale con L’Aquila, che vampirizza ogni iniziativa sulmonese, laddove Pescara, proprio perchè città completamente diversa, infante in fatto di Storia, è addirittura concupita dalle ricchezze culturali della piccola e vicinissima Sulmona.

Il Cogesa? C’entra, forse: ma per notare esattamente il contrario, e cioè che per fortuna si stanno manifestando conflitti, attriti e contestazioni prima di arrivare al burrone che ci aspetta. Tutti danzavano sull'”Andrea Doria” pur di avere incarichi. Ed è esattamente il contrario di quello che dovrebbe avvenire nell’universo culturale.

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