I FRATELLI ZITTI E MOSCA SE PARLA PAPA’ BIONDI

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MASCI E ZAVARELLA TROVANO SPACCATURE NELLA MAGGIORANZA SUL COGESA MA NON OSANO CONTRASTARE GLI AQUILANI CHE INQUINANO SULMONA – NELLA MARSICA GIOVAGNORIO DICE PANE AL PANE E VINO AL VINO

28 GENNAIO 2023 – Il gruppo di “Fratelli d’Italia” al Comune prende lo spunto dalla costituzione di parte civile, nel processo Cogesa, di quattro consiglieri della maggioranza (e non, quindi, del sindaco a nome della intera città) per denunciare una spaccatura: quindi un fatto politico rilevante.

Di questa uscita abbiamo notizie di rimbalzo, perché Fratelli d’Italia non ci manda i suoi comunicati. Sembra di essere tornati ai primi anni Settanta, quando la Società Sportiva Sulmona passava notizie solo alla stampa amica. C’è solo la differenza che allora le battaglie riguardavano ventidue forsennati che correvano appresso un pallone (“E se fosse per me darei loro ventidue palloni” gigionava Antonio Mancini nei gelidi pomeriggi dietro la porta avversaria a fotografare i gol); la battaglia di oggi concerne un tema un po’ più serio, nel quale non dovrebbero consentirsi infantilismi di chi “non sta alla passione” (per riprendere un coro degli spalti dell’attuale “Pallozzi”) di aver malamente perso le elezioni del 2021 e con noi “non ci parlo più”.

Certo, se Vittorio Masci e Salvatore Zavarella ci avessero mandato il loro comunicato, lo avremmo commentato come il sindaco di Tagliacozzo Giovagnorio ha chiosato l’atteggiamento dei baldi Fratelli della Marsica a proposito della linea ferroviaria L’Aquila-Tagliacozzo: che, cioè, mentre tutta la Marsica insorge contro questa scempiaggine voluta dal sindaco dell’Aquila Biondi e ratificata per… fratellanza dal romano mandato in Abruzzo a tenere calda la poltrona di presidente di regione, i  dimezzati (per non dire politicamente minorati) fratelli di Avezzano, di Celano, etc debbono stare zitti per imposizione di partito. Masci e Zavarella non dicono né a né ba sul Cogesa e, in genere, su tutto il tema dei rifiuti, perché se parlassero per dire che non è giusto che L’Aquila mandi rifiuti indifferenziati pagando meno di quanto pagano i Sulmonesi, prenderebbero schiaffoni da tutto l’apparato fratellonzolo dell’Abruzzo, che già mal sopporta Masci che, dato da un sondaggio farlocco come sindaco al primo turno, non è arrivato neanche al ballottaggio, laddove Biondi ha stravinto di primo acchito. Fratelli di Sulmona si è pure caricato Zavarella che, partecipe fino al giorno prima della consultazione comunale dell’accozzaglia di interessi capitanata da Andrea Gerosolimo, è poi passato a FdI quando ha sentito puzza di cadavere.

Magari avremmo gradito un comunicato nel quale Vittorio Masci e Salvatore Zavarella avessero spiegato perché e per come non si sono anche loro costituiti parte civile, invece di stare a rifare le pulci alla maggioranza che, almeno in parte, si è costituita per essere presente nel processo. Sarebbe bastato che l’uno o l’altro si fosse costituito quale consigliere comunale, anche per fare la parte del poliziotto buono e del poliziotto cattivo e giustificarsi davanti al padrone Biondi e al maggiordomo Marsilio alla corte di Giorgia. Non avremmo parlato di… spaccatura nella minoranza e avremmo apprezzato il coraggio di almeno uno dei due.

Vittorio Masci
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