CARLO BIANCHI, SENZA PIU’ I CALZONI CORTI

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14 MAGGIO 2014 – Si sono svolti a San Francesco della Scarpa  i funerali di Carlo Bianchi, scomparso a settanta anni lunedì.

Era stato dirigente del servizio del personale al Comune, era stato per due anni presidente del Rotary, soprattutto aveva scritto “Sulmona graffiti”, un testo sulla Sulmona degli anni Sessanta. Avrebbe voluto scriverne un altro della Sulmona degli anni dopo, che non era più la sua e quella della sua cerchia di amicizie.

Chi andava alla monumentale biblioteca di Boston (nella foto: una delle sale di lettura)  almeno fino a un anno fa (ma di sicuro anche adesso), avrebbe trovato solo “Sulmona graffiti” di Carlo Bianchi se avesse interrogato un terminal del sistema informativo per vedere quanti libri riguardassero il capoluogo dei peligni. La cosa ci parve strana, ma un motivo ci sarà: potrebbe dipendere dalla grande nostalgia che i sulmonesi di Boston hanno per le cose belle che si raccontano di qua dell’Oceano, una nostalgia che fa da filtro anche al computer. Oppure potrebbe solo dipendere da una piccola attenzione di un sulmonese di Boston tornato dal breve soggiorno per vedere la “Madonna che scappa” o la “Giostra”. O, ancora, dal fatto che cominciano a catalogarsi le opere più recenti.

Certo Carlo Bianchi lo meritava questo posto esclusivo sui monitor, perchè con Sulmona era tutt’uno, da quando, con i calzoni corti, lo si può vedere nella foto di “Jamm’ mò” del 1957 davanti al “Vaschione”, correre tra una folla elettrizzata. E’ scomparso, come dice il manifesto, “serenamente”, perchè ha sostenuto la sua malattia con virile accettazione, senza lamentarsi mai e senza pensare che era meglio tornare al 1957 oppure ai “favolosi anni Sessanta”: del resto, si diventa uomini solo quando si pensa al presente e si sa come affrontarlo, lasciando da parte i ricordi ingombranti e le speranze di rinviare i problemi per risolvere tutto domani. Carlo Bianchi aveva la concretezza delle persone equilibrate, che danno certezze a chi le sa frequentare e che si muovono in punta di piedi.

Forse anche per questo, cercando di Sulmona, si trova solo lui alla biblioteca di Boston. E’ la compensazione per chi non si propone con grinta.