C’erano una volta un lupo e un professore universitario

335

Luigi_Boitani_GravbergetTorna con i ricordi a trentasette anni fa il prof. Luigi Boitani, ma non ha nostalgia, perchè la vita che fa adesso è quella di una volta, di quando era già professore universitario, ma svolgeva la sua missione verso il lupo, per conoscerlo, per salvarlo,

scientificamente solo per elaborare una infinità di dati su questo originalissimo rivale dell’uomo. Allora come ora la sua casa principale è l’Università di Roma “La Sapienza”; ma lui non fa distinzione tra le aule e i dirupi scoscesi.

Giunge per tutti il momento di fare bilanci. Magari chi è preso da provette e campioni di prelievi fa più fatica a tirare le somme di quasi cinquanta anni di naturalismo convinto; non fa caso a quanto le cose siano cambiate perchè è partecipe sempre di nuovi cambiamenti e non mette mai un punto fermo: non serve. Lo invita a guardare indietro il cronista che lo vide la prima volta tra il Monte Morrone e la Majella, in quella zona di Passo San Leonardo dove nel gruppo dei collaboratori del prof. Boitani spiccava la barba di uno scandinavo che sembrava uscito da una fiaba: un tipo taciturno, che si diceva che tutte le sue parole le conservava per i lupi. Li avvicinava quel tanto che loro si facevano avvicinare, ma molti dicevano, a Pacentro, che in certi momenti li toccava e loro gli leccavano una mano. Roba da non credere, vista la diffidenza tra il predatore quadrupede e il predatore bipede: due aggressività a confronto. Ma Pacentro non era lontana da Gagliano Aterno, dove secoli fa era passato San Francesco e un certo modus vivendi con i lupi pare sia stato tramandato: basta non essere aggressivi. E poco più di un anno dopo, quando nelle sale cinematografiche cominciò a circolare “Ultime grida dalla savana” (per la regia di Antonio Climati e Mario Morra, con la narrazione di Alberto Moravia), quelli di Pacentro, e non solo, ripensarono a quanto di vero ci fosse nel racconto degli incontri di Kurt con i lupi: il film si concludeva proprio con una ripresa di lui che si avvicina e tocca il lupo che lo annusa e non lo morde. Spettacolo che racchiudeva tutto il senso della pellicola.

E racchiudeva la filosofia, non soltanto la biologia che per decenni Luigi Boitani ha tramandato dai banchi della prestigiosa “Sapienza” fondata qualche decennio dopo San Francesco.

Così, abbiamo posto alcune domande al prof. Luigi Boitani, che dell’Abruzzo continua a fare la sua casa e insieme il suo laboratorio.

Ritiene che la condizione del lupo appenninico si sia modificata negli ultimi 40 anni e, in particolare, sono aumentate le possibilità di conservare la specie nei luoghi ove è sempre stata ?

    La situazione del lupo su tutto l’Appennino è nettamente migliorata negli    ultimi 30-40 anni e penso che la sua sopravvivenza sia per ora garantita.

Ritiene siano utili le esposizioni di lupi in cattività (per esempio quella di Civitella Alfedena), oppure ritiene che queste limitazioni siano devianti rispetto alla necessità di conservare un ambiente di vita?

            Non amo i lupi in cattività e mai darei l’appoggio a recinti e zoo. Tuttavia, in alcuni casi, i parchi si sono ritrovati con animali recuperati che, per qualche ragione, non possono essere rimessi in libertà: in questi casi accetto che siano usati anche a fini didattici. Certo non ho approvato quando il Parco d’Abruzzo fece riprodurre insensatamente i lupi del recinto di Civitella fino ad averne più di 20 ammassati nel piccolo recinto.E’  possibile modificare la percezione del lupo tra la gente d’Abruzzo e pensa che lo studio dei movimenti e delle abitudini del lupo aiuti le persone che vivono stabilmente nei paesi montani a temerlo di meno e a distinguerlo dai cani resi selvatici per l’abbandono dall’uomo?            Modificare un atteggiamento del pubblico verso un elemento così radicato nella cultura locale non è facile, ma con gli strumenti e il tempo necessari si può fare anche questo. Tuttavia, abbiamo fatto una indagine specifica da cui risulta che oltre 85% del pubblico abruzzese ama il lupo e lo vuole vedere Conservato. Certo, i pastori…!

Qual è stata la Sua ultima visita sui monti popoolati da lupi ?              Due giorni fa, nel Parco d’Abruzzo dove lavoro abitualmente.Ha mai dormito in piena montagna senza essere armato?            Non sono mai stato armato in vita mia e ho dormito centinaia di notti in montagna. Di che mai si può aver paura sulle montagne abruzzesi ???

Chissà, visto che le “Ultime grida” non si trovano in dvd, si potrà girare di nuovo quella scena di Kurt: basta sapersi avvicinare?