Cioni molla passando da una porta secondaria

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CONCLUSIONE INGLORIOSA DELLA PROTESTA IN NOME DI CHI E’ VESSATO DALLE BANCHE. MA LA VESSAZIONE RESTA.

13 GENNAIO 2013 – In serata si è appreso che Celso Cioni, forse rendendosi conto di aver sbagliato palazzo, ha lasciato la toilette della Banca d’Italia ed avrebbe riguadagnato la strada passando per una porta secondaria, così dribblando giornalisti e curiosi che lo aspettavano per dichiarazioni al fulmicotone sulla prepotenza delle banche e sull’oppressione dei tassi di interesse.

Il rappresentante della CONFCOMMERCIO regionale  non ha partecipato neppure ad una riunione con il Prefetto, alla quale era atteso e che lui stesso aveva indicato come condizione indispensabile per retrocedere dalla clamorosa protesta. Si conclude così ingloriosamente l’iniziativa che avrebbe dovuto portare all’attenzione della pubblica opinione il dramma di molti imprenditori, negozianti e rappresentanti di commercio letteralmente schiacciati dal peso delle tasse e dal peso dei tassi bancari.

 

Occorrerebbe un po’ più di riflessione, soprattutto da chi rappresenta la Confcommercio, prima di richiamare il boato della stampa e della televisione. C’è gente che per i tassi bancari si uccide e lo abbiamo indicato in articoli risalenti ad oltre un anno fa. Si possono anche scrivere proclami sulla carta igienica da un cesso della Banca d’Italia: l’importante è poi trasmetterli all’esterno. Se la Confocommercio scappa da una porta secondaria del Palazzo gli imprenditori che si affidano ai propri rappresentanti non perdono solo forza contrattuale; perdono anche la faccia. E la vessazione delle banche resta.