CONTRO IL POPULISMO

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SOPRACCIGLIO INDIGNATO DELLA SEN. PEZZOPANE IN DIFESA DELL’ISTITUZIONE. NON AVEVAMO SUPERATO IL BARATRO CON PAOLA PELINO

28 MARZO 2017 – Tempi grami per i laticlavi abruzzesi.

Uno dice “senatrice” e pensa al massimo della rappresentatività della categoria e del genere. Invece Paola Pelino è riprodotta su tutti i giornali mentre scodinzola attorno a Minzolini per festeggiare la violazione collettiva di una legge dello Stato, oggi peraltro demolita pure dal decano della legalità, il pensosissimo Violante, participio presente del verbo.

Non facciamo in tempo a riprenderci dalla scena della senatrice eletta a Sulmona che sentiamo a “Report” la risposta dell’altra senatrice, eletta con il concorso dei voti sulmonesi, nelle file del Pd.

Premessa: Vito Crimi, dei 5 Stelle, ha detto che il Senato perdeva tempo a discutere di “inquinamento olfattivo”, “di puzza”, come lui ha aggiunto. La sen. Pezzopane, già nota alle cronache per la sua sintassi, ha risposto, alla intervistatrice che le chiedeva come sia stato possibile perdere tempo in queste discussioni, che “di inquinamento olfattivo la gente muore”. Cioè, se si passa alla barriera della A24 a Roma alle otto del mattino si sente una puzza nauseabonda di acqua sulfurea, ma la gente piuttosto muore se va a sbattere ad un guard rail; almeno ci sembra. Ad Avezzano in certe giornate arriva in Via Corradini l’odore dei fertilizzanti (di tutti i tipi…), ma non risultano mancamenti per questa… puzza. Se un avvocato appesta i corridoi con la puzza delle sue ascelle tutt’al più gli altri girano al largo, ma la sen. Pezzopane ci informa che le cose non vanno prese così alla leggera, perché di inquinamento olfattivo si può morire.

Non sapeva che dire, ma chi avrà la pazienza di rivedersi il servizio su Rai3, noterà che, mentre ha parlato della puzza della quale i senatori si occupavano pensosamente, si è fatta subito seria da sorridente che era: come dire: “Non scherziamo, non vi sbagliate, perché il Senato anche quando parla di puzze affronta argomenti di capitale importanza”. Ci sembrava di sentirla con il ritornello di tutti i Pd quando sentono i grillini: “Basta con questo populismo”. E il sopracciglio che ha alzato improvvisamente a mo’ di rimprovero, preludeva quasi a un “Occorre una legge speciale per prevenire le puzze mortali, come occorreva una legge speciale per la ricostruzione dell’Aquila; e chi è contrario non merita di stare nel consesso civile”.

Ora basta leggere il sito dell’istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” per scoprire che “L’inquinamento olfattivo è un inquinamento dell’aria con presenza di odori (o di profumi) che, generalmente, è senza problemi di tossicità, almeno secondo i parametri della tossicologia classica”.

Queste senatrici hanno perso il contatto con la società reale e prendono… puzzole per lanterne. Pelino applaude e si commuove per il condannato per peculato Minzolini, definitivo e prossimo all’espiazione; Pezzopane s’arruffa se qualcuno le fa notare come il Senato perda tempo appresso alle puzze e sembra ostentare sussiego, visto che di puzza si muore.

Sarà che per noi il vero puzzo è quello al quale si riferiva Paolo Borsellino un mese prima di essere ucciso, quando in una commemorazione di Giovanni Falcone parlava ai giovani del “fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso”, ma nessuna senatrice, neanche quelle che purtroppo sono state elette con i voti dei Sulmonesi, potrà mai strapparci dalla convinzione che ben più appestanti del banale “inquinamento olfattivo” sono i deleteri compromessi attraverso i quali viene scardinata ogni giorno la fiducia degli Italiani nelle istituzioni. Magari non con il voto della Pezzopane per il caso Minzolini, ma con quello dei senatori pd che dunque stanno nello stesso partito della Pezzopane.

Quando la sen. Pezzopane si renderà conto che la maggior parte del tempo trascorso in Senato non l’ha vista in prima linea e con risultati decenti contro l’inquinamento niente affatto puzzolente di Bussi, e tuttavia davvero letale, sarà troppo tardi per noi, ma non per lei che nel frattempo avrà maturato la pensione. Quindi non sollevi troppo il sopracciglio se finisce la carriera in un partito che dà anche propri voti per impedire il corso della giustizia nei confronti di un condannato per peculato e, se vuole conservare dignità politica, si dimetta oggi da quel partito e da quel Senato.

Accanto al titolo la sen. Stefania Pezzopane vista da Mario Maiorano nel terzo libro di “Piazza Venti in rosa”, Accademia degli Agghiacciati, Fondazione Ignazio Silone, 2014, pagine 1-322, euro 30,00, in vendita nelle migliori librerie a Sulmona e all’edicola di Piazza XX Settembre

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