Corsa a riempire le case (vuote) per terremotati

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PARADOSSALE RISVOLTO DEL CROLLO DEL BALCONE

10 OTTOBRE 2014 – La realtà supera sempre la fantasia.

E se qualcuno può essersi preoccupato che i balconi pericolanti delle case del dopo-sisma a L’Aquila potevano rappresentare delle insidie per chi abitava in quelle palazzine, può ricredersi.

Infatti, “Il Centro” di ieri informa che c’è stata una corsa a farsi trovare negli appartamenti dove la Guardia Forestale doveva effettuare i sopralluoghi ordinati dalla Procura della Repubblica per apporre anche i sigilli. La maggior parte delle case è disabitata e la corsa a presidiarle sarebbe determinata dalla paura di perdere l’assegnazione. Lasciarle vuote, per gli Aquilani, va bene; farle occupare da chi ha più bisogno e non le lascerebbe vuote, neanche a parlarne. Un po’ come accadeva all’indomani del 6 aprile 2009: il primo pensiero è andato ai contributi per ricostruire le seconde (e terze) case, quelle che si affittano agli studenti.

E Sulmona è stata lasciata fuori dal “cratere sismico”.