DUE MILIARDI DA BUSSI, LA CACCIA AL TESORO DELLO STATO

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MA E’ STATA MAI INTRAPRESA UNA BONIFICA?

10 OTTOBRE 2014 – L’Avvocatura dello Stato ha chiesto, all’udienza di oggi davanti alla Corte d’Assise di Chieti, un risarcimento di 1,9 miliardi di euro per i danni conseguiti alla discarica di veleni di Bussi officine. Il rappresentante della parte civile ha osservato che l’inquinamento è ancora in atto e che ormai ha riguardato le falde profonde della zona dalle Gole di Bussi in poi.

Una domanda semplice semplice va posta: ammesso che si trovino quelli che pagheranno, che cosa ha fatto mai lo Stato per meritarsi questi due miliardi circa di euro? Ha articolato una bonifica? A noi risulta che la geniale trovata di un commissario sta tutta nel costruire un sarcofago di cemento come a Chernobyl.

Ha impedito che si continuasse a riversare veleni nella discarica?

E’ vero: ha individuato la discarica, tramite l’azione della magistratura e della Guardia forestale. Ma se per ogni discarica di rifiuti tossici allo Stato andasse quello che pretende ora per aver solo fatto la caccia al tesoro, ogni caso limite (figuriamoci i depositi nella Terra dei Fuochi…) si risolverebbe in una miniera d’oro.

Ma poi: in quale capitolo andrebbe a computare questi introiti? Ne farebbe uno apposito per bonificare? Giammai: si potrebbe già prevedere che userebbe questo bottino di guerra per continuare a pagare pensioni d’oro e mega stipendi a Mastrapasqua, a Giuliano Amato, a tutti coloro che hanno i cosiddetti “diritti acquisiti”. Quello che sarebbe stato utile poteva consistere tutto in un giudizio celere, non come questo che si avvicina faticosamente alla prescrizione, mentre le “gelide acque” della Valle Peligna continuano ad essere avvelenate appena passano per Popoli.