DA ALBA FUCENS IL SISMA CHE CORREVA SULLA TIBURTINA

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23 MARZO 2012 – La collaborazione tra Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia con la Soprintendenza alle antichità di Chieti non è una novità: ma di recente ha consentito di rinvenire tracce decisive per la ricostruzione di eventi catastrofici dei primi secoli dopo Cristo.

Ne ha parlato la dott.ssa Emanuela Ceccaroni, che ha potuto collegare il cataclisma abbattutosi sulla Marsica tra la fine del quinto e l’inizio del sesto secolo d.C. con il terremoto che si avvertì e produsse danni a  Roma nella stessa epoca, come è testimoniato da una iscrizione su una lapide nella “caput mundi”(ove quella scossa viene definita “abominevole”). Fu il terremoto, di intensità pari o superiore a quella del sisma del 1915, che distrusse Alba Fucens; ma dovette recare danni molto rilevanti anche a Sulmona, già gravemente provata dal movimento del Monte Morrone nel I sec. d.C..

Le indagini della dott.ssa Ceccaroni (che ha aperto la nuova serie di conferenze della Soprintendenza “30 minuti d’Arte e Cultura”) hanno riguardato nello specifico il tempio ad Ercole in Alba (ripreso nella foto a destra), completamente precipitato, con le colonne e la statua “colossale” al dio latino; ma anche necropoli su tutta l’area della Marsica e ad Ortucchio: autentici scrigni che stanno rivelando anche in questi giorni abitudini e pratiche sacramentali delle popolazioni marse, collegate a Roma e a Sulmona dalla Tiburtina (poi Tiburtina-Valeria fino a Corfinio) in nell’asse di intensi traffici, anche commerciali. Usanze curiose, in qualche caso: come quella di farsi seppellire insieme ad animali. Ne è stato trovato uno scheletro, sulle prime attribuito ad un cane fedele, legato in vita al suo padrone. Ma poi, dai denti, si è scoperto che era un maialino da latte, collocato ai piedi del defunto.

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