LA PARABOLA DELLA ROMA-PESCARA NELLA INTERPRETAZIONE DEI SINDACI
30 LUGLIO 2022 – La ferrovia Roma-Pescara, nel tratto che attraversa i territori di Chieti e San Giovanni Teatino, dovrebbe essere sotterranea. Lo hanno chiesto i sindaci dei due comuni, che ieri hanno esposto le ragioni di un così radicale cambiamento in una conferenza stampa. Per i cittadini di Chieti dallo stadio a Madonna delle Piave tali e tanti sono gli insediamenti che prevedere il raddoppio in superficie sarebbe una soluzione ottocentesca: “c’è la parte sportiva dello stadio, c’è nostra la stazione storica, ci sono altre funzioni del centro storico, ci sono l’università e l’ospedale”. Il sindaco di San Giovanni Teatino, che per protestare contro il raddoppio della linea si era incatenato in corrispondenza del passaggio a livello di Sambuceto, ha ribadito che ad avviso della comunità che rappresenta questa linea sarebbe “irrealizzabile”. “non accetterò mai una linea ferrata in superficie con il raddoppio e con le distruzioni delle realtà locali”.
E’ evidente che la linea ferroviaria Roma-Pescara deve essere considerata nella sua funzione essenziale: che non è quella di collegare Pescara a Chieti, oppure quartieri delle stesse città, ma è quella di collegare Roma con Pescara, per quanto lapalissiano possa apparire dire una cosa tanto semplice. Pertanto, se un obiettivo deve raggiungere la Rete Ferroviaria Italiana, è quello di ridurre i tempi di percorrenza, in modo che a beneficiare di interventi costosi e, sotto l’aspetto ambientale, impattanti, siano due regioni e non due comuni. Nel dibattito che si è instaurato da poco più di un anno (anche con l’intervento del presidente della giunta regionale) si è focalizzata solo la problematica connessa al tratto di ferrovia terminale. E RFI interverrà sulla Roma-Pescara proprio sui tratti da Popoli a Pescara e da Tivoli a Roma, cioè su quelli che già adesso sono i più veloci, per il semplice motivo che il volume di traffico richiede il raddoppio. Delle economie di tempi tra Sulmona ed Avezzano, tra Tivoli e Carsoli si parla come di un progetto che seguirà negli anni meno vicini. Ci sarebbe da aggiungere: negli anni del mai, perché una volta che si saranno dispersi i miliardi del Pnrr di opere pubbliche in Italia non si parlerà più. Se non fosse per l’euforia che ha ammaliato tutti i settori economici del Paese, si sarebbe dovuto dire che la finalità e la stessa ragione di essere di finanziamenti per lo sviluppo di intere aree geografiche europee debbono incidere su tratti di infrastrutture viarie e ferroviarie che collegano pooli distanti ; e non metropolitane, che siano di superficie o sotterranee, come per il collegamento tra Spagna e Balcani non si può parlare di segmenti, ma dell’insieme. Il dibattito per la Roma-Pescara è precipitato ai livelli di quartiere; e la settorialità degli interessi in gioco traspare anche dalle parole del battagliero, quanto campanilista sindaco di San Giovanni Teatino, che ha sottolineato come l’interramento si andrebbe ad armonizzare con le finalità del collegamento veloce tra Chieti e Teramo. Appunto: tra Chieti e Teramo: cosa c’entri la “velocizzazione della Roma-Pescara” è tutto da spiegare. E ci vorrebbe un ceto politico serio che, al momento di decidere tragitti e varianti, guardasse agli interessi generali invece che al pendolarismo tra Guidonia e Roma, Chieti e Pescara; poi ognuno è libero di incatenarsi.
Nella foto del titolo la Roma-Pescara a Popoli






