D’ALFONSO IMITA TOGNAZZI E INFINOCCHIA GLI ELETTORI

296

“SARA’ L’OSPEDALE DELLE ECCELLENZE” E INTANTO TAGLIA IL PUNTO NASCITE. SCONCERTANTE PRESA IN GIRO COME IN “AMICI MIEI”

16 MARZO 2015 – Incontrando una delegazione di cittadini di Sulmona che protestavano per la chiusura del “punto nascite” all’Ospedale di Sulmona, il presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso non ha dato alcuna assicurazione circa la conservazione dell’importante punto di riferimento per la sanità del centro-Abruzzo. Rilasciando poi una intervista televisiva, D’Alfonso ha detto che “a Sulmona saranno realizzate delle eccellenze nell’ospedale. Stiamo articolando iniziative che daranno lustro all’ospedale. Lasciateci lavorare”.

I Sulmonesi meritano questo ed altro dalla arroganza di un politico che non si cura neppure di esprimere quali siano i suoi programmi: se non altro per capire se sta montando l’ultima supercazzola o se sta affermando qualcosa di fondato. La Valle Peligna che ha votato in massa D’Alfonso si è trovata Sulmona tagliata completamente fuori dai futuri collegamenti ferroviari tra Pescara e L’Aquila (con la deviazione a Pratola se non a Corfinio); si è trovata senza le guardie mediche di Campo di Giove e Castelvecchio Subequo. A Campo di Giove D’Alfonso ha pure allestito il film del sopralluogo della giunta regionale in treno per strombazzare l’adeguata sostituzione del presidio sanitario, lanciando in avanscoperta il consigliere regionale peligno Gerosolimo che ha tirato dal cappello la trovata di un distributore di medicine o qualcosa di simile ad una roulotte al posto di un medico.

La puntata di Campo di Giove sembrava proprio ripresa dal film “Amici miei”, con la scena dei finti tecnici che arrivano in un paesino semi-abbandonato e cominciano a prendere le misure degli espropri per una strada che passerà in mezzo alla piazza e alla chiesa; in particolare Ugo Tognazzi è quello che dice “ordine della Regione”. Tra poco D’Alfonso arriverà giusto a questa recita, con la sequela di parole che si prepara per le interviste fatte in ginocchio dai cronisti del TG3 regionale. Sembra già Tognazzi che proclama frasi semi-incomprensibili, con l’Italiano che il presidente forgia in neologismi da accantonare il giorno dopo.

Ma su tutto svetta la ciliegina del “lasciateci lavorare”, che descrive tutto il senso di D’Alfonso e dei Matteo Renzi di provincia in merito al concetto di partecipazione dei cittadini.