D’Alfonso la butta sul “contratto morale”

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SA GIA’ CHE NON BASTERANNO 190 MILIONI PER LA FONDO VALLE SANGRO, UTILE AD ISOLARE IL CENTRO-ABRUZZO

15 ottobre 2017 – “Voglio un contratto morale dell’impresa con il territorio, che inizi e finisca l’opera”.

Una affermazione del genere, in un qualsiasi appalto, farebbe dubitare dell’aggancio con la realtà dell’amministratore che la pronunciasse.

Ma, con quella bocca, D’Alfonso può dire ciò che vuole, come nella reclame di un famoso dentifricio. Stava parlando della “Fondovalle Sangro”, l’opera che dissanguerà non la provincia di Chieti, non l’Abruzzo, ma l’Italia intera, con quei 5,3 milioni di euro per ogni chilometro che costerà a tutti noi.

E D’Alfonso si appella al… contratto morale. Ma perché non si è affidato ad una stretta di mano, a questo punto? E’ chiaro il messaggio del Governatore: la follia di costruire una strada alle falde della Majella, sotto l’effetto disastroso dei continui smottamenti e trasferimenti veri e propri del sedimento montagnoso, non consentirà di attingere “solo” 190 milioni di euro. Lo Stato si dissanguerà come e peggio del traforo del Gran Sasso, che non serve a nessuna direttrice di traffico e serve solo agli esperimenti  del laboratorio di fisica (bastava dirlo…). La Fondo Valle Sangro non servirà a velocizzare nessuna direttrice Tirreno-Adriatico, che già può contare, dal confine con il Molise, sulla SS 17 che si innesta, a Pratola, sulla autostrada A25. D’Alfonso aggiunge : “Spero che loro diventino dei benemeriti e sarò il guardiano per evitare l’ulteriore impiego di risorse finanziarie: 190 milioni di euro devono servire per comperare questa opera”. Sa bene che non sarà il guardiano di niente, perché aspira al Parlamento fin dalle prossime elezioni e, comunque, speriamo che, se anche non va in Parlamento, se ne vada a casa dopo i disastri che ha perpetrato per isolare Sulmona e il centro-Abruzzo. E prepariamoci a spendere 380 milioni di euro per un’opera inutile, pronta ad essere trascinata a valle nei prossimi venti anni.