DEFICIT DI BILANCIO E FUGA DELLA SINDACA: BRUTTI MOMENTI PER IL COGESA

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IL PD SI INTERROGA SUL DESTINO DI SOCIETA’ NEVRALGICHE PER IL TERRITORIO LA PESSIMA PROVA DEL “CIVISMO”

29 ottobre 2020 – “Siamo stati facili profeti di sventura” osservano dal Pd di Sulmona. “Solo qualche giorno fa, ci eravamo chiesti cosa fossero diventate le società di servizi SACA e COGESA alla luce delle notizie che filtravano su perdite di gestione nella “partecipata dei rifiuti” e sulla scabrosa vicenda delle promozioni del personale contestate in quella dell’idrico. Sorvolando sul Consorzio di Bonifica interno sommerso di debiti. Ora, all’esito dell’assemblea del Controllo Analogo svoltosi qualche giorno fa per il Cogesa, il quadro è ancora più fosco, se possibile. In estrema sintesi, datosi che i fatti ormai sono arcinoti: -Bilancio consuntivo 2019, ancora rinviato, a seguito di una perdita ammessa di 1.500.00 €, e conseguente necessità. di  ricapitalizzazione e/o ingresso di privati, come proposto dall’A.U. -il Presidente dell’organismo – la sindaca di Sulmona rappresentante del Comune leader della società –  che come di consueto, non esprime la ben che minima opinione. Anzi, scappa per impegni personali, come se si stesse dibattendo di questioni di ordinaria amministrazione.  -Governance della Società rinviata ad una prossima occasione, con anticipazioni di un futuro CDA ed un Presidente che verrà nominato – stando alle notizie che filtrano sulla stampa –  con il solito metodo seguito dall’ex Assessore regionale. Metodo che ha prodotto i deprecabili risultati finalmente emersi e di cui si dovranno far carico i cittadini del comprensorio, probabilmente con sensibili aumenti delle bollette per ripianare il passivo di bilancio. Questo il frutto del “management” attuato nelle “Partecipate” che, dopo vent’anni di gestioni unitarie, si è preteso di modificare a colpi di prove di forza nelle assemblee, (a volte con forzature trasversali che hanno prodotto solo un clima di diffidenza e reciproca sfiducia tra i soci), piuttosto che di programmi e responsabilità condivise fra quei sindaci, espressione della volontà del territorio. E, dunque si presume, esecutori di una volontà di cooperazione senza divisioni, come avvenne agli albori di questi Enti, quali consorzi di gestione di servizi essenziali per il benessere delle comunità del comprensorio. Si può e si deve, a questo punto, stilare un primo sommario bilancio su questa disgraziata esperienza che è stata il “movimento civico” affermatosi alle amministrative di cinque anni fa e che ha prodotto il panorama di desolazione amministrativa sotto gli occhi di tutti.   Un Comune guidato da una sindaca che ha badato essenzialmente a rimanere saldamente incollata alla sua poltrona, nonostante fosse stata sfiduciata ripetutamente ed avesse  dato vita a svariate Giunte, bruciando assessori su assessori. Risultati, a bilancio quinquennale, non pervenuti con una immagine complessiva dell’Ente comunale, la casa di tutti, svilita e mortificata agli occhi dei cittadini. Le “Società Partecipate”, come ampiamente illustrato – gioielli di una politica antica che era riuscita a superare interessi di parte per elevarsi a perseguire il bene comune dell’intero comprensorio – colonizzate con uno spirito di occupazione, in base al principio della maggioranza presente nelle assemblee, al fine di garantire non certo interessi della collettività.  Oggi rivelano in tutta evidenza  fragilità gestionali che ne mettono a rischio la loro stessa esistenza. Consorzio di Bonifica Interno, già feudo politico dell’ex Assessore regionale, salvato in extremis con un finanziamento regionale di 870.000 € a spese ovviamente del contribuente. Ora, per il Comune di Sulmona, ci auguriamo una resipiscenza collettiva che, in uno spirito di ricostruzione come dopo una guerra, metta insieme tutte le forze vive della città e spazzi via una volta per tutte ambiguità politiche che sotto travestimenti civici farlocchi,  hanno inquinato la vita sociale e politica della comunità con metodologie tese a creare fidelizzazioni di voltagabbana vecchi e nuovi, in spregio  a ogni regola di correttezza istituzionale.  Per le società di servizi, un appello ai Sindaci del Cento Abruzzo affinché possano ritrovare, con uno scatto di orgoglio e dignità, quello spirito di collaborazione e condivisione di obiettivi che serve a questo punto a preservare questo territorio da fallimenti gestionali che potrebbero aprire le porte ad incursioni di ogni genere. Non dovremmo mai dimenticare infatti, proprio oggi che assistiamo ad una gestione al COGESA a dir poco problematica, quegli episodi non chiariti fino in fondo di intimidazione riscontrati nel recente passato in seno a quella società, con incendi di automezzi del parco in dotazione e di autovetture del personale con responsabilità gestionali importanti (il direttore tecnico)”