E I TURISTI EVITANO DI VENIRE IN UNA CITTA’ SUDICIA

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PARADOSSALE SORPRESA PER LA RIVELAZIONE DI UN ALBERGATORE DELLA PROVINCIA DI PESCARA

22 DICEMBRE 2018 – Ha destato attenzione e in qualcuno anche viva apprensione quello che, invitati a presentare il volume sulla attività della “Università sulmonese della Libera età”, abbiamo riferito sulla attuale condizione della città che quando fu fondata questa associazione (che si chiamava “Università popolare della libera età”), venticinque anni fa, attraversava un periodo più felice. Ci siamo resi portavoce di un messaggio molto importante, per quanto sgradevole. In sostanza, un albergatore di Caramanico Terme, centro turistico a venti chilometri in linea d’aria da Sulmona, ma sull’altro versante del Morrone, si è pentito di aver invitato, come ogni anno, un gruppo di turisti a visitare Sulmona, gioiello d’arte d’Abruzzo, perché, di ritorno dalla visita, hanno riferito di aver trovato Sulmona molto sporca, poco invitante.

Le notizie possono scuotere; se hanno questo effetto possono essere anche utili. Talvolta si tratta di ripartire dalle cose semplici e fare soprattutto ragionamenti semplici. Perché mai i turisti dovrebbero recarsi in una città a qualsiasi costo, nelle condizioni più degradate? L’affluenza dei turisti, in particolare di quelli che seguono le mete culturali, non è un automatismo che riposa su esperienze del passato e vive di rendita; va rimodulata ogni giorno. Le condizioni nelle quali Sulmona si trova da quando è stata allestita una raccolta di immondizie del “Cogesa” sono tali che la città è diventata impresentabile. Se qualcuno, oltre ai sulmonesi, se ne è accorto è la cosa più normale del mondo. Ed è altrettanto chiaro che né la sindaca, né tanto meno il Cogesa intendono porvi rimedio. La maggior parte della stampa, poi, è premurosa nel riferire che il Cogesa si è aggiudicato un buon piazzamento nella classifica del ritiro degli indumenti usati; e certo non è quello il fulcro del problema, perché nessuno mai ha visto un paio di pantaloni abbandonato davanti all’Annunziata, mentre è sotto gli occhi di tutti lo scempio di mastelli carichi di rifiuti ancora a mezzogiorno, oppure di erbe che continuano a crescere sui sagrati di tutte le chiese.

Di un disagio della città si è reso interprete il Vescovo, che nell’omelia a San Panfilo ha inviato la città con un fervido appello a Sulmona: “Alzati, mettiti in cammino verso il futuro”, perché in questo anno scarso nel quale ha guidato la diocesi deve aver percepito quanto sia bassa la cura della vita sociale. E vogliamo meravigliarci che un gruppo di turisti percepisca il degrado? Vogliamo negare che questo stato di cose dipende anche dai cittadini che non disturbano i manovratori e li lasciano alle battaglie di spicciola gestione del potere?

Lo scempio della città che appena un mese fa accoglieva così i turisti già dalle ore 8

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