Ferrovia per Roma: dall’uovo di Colombo alla frittata di Morra

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IMGP24283 GIUGNO 2012 – Nel complessivo conformismo che porta ad applaudire qualsiasi novità spacciata per risolutiva, almeno la reazione del sindacato alla “rivoluzione” negli orari dei treni sulla Roma-Pescara non si è fatta attendere; mentre intere colonne di giornali e pagine web hanno annunciato che si realizzava il sogno di pendolari della Marsica e della Valle Peligna per lo spostamento di un treno da un’ora all’altra, altri hanno precisato che la “piattaforma” che le due regioni (Abruzzo e Lazio) hanno articolato usando la grancassa della conferenza stampa non è proprio l’uovo di Colombo, ma tutt’al più la frittata di Morra, l’assessore regionale che forse pensa di avere a che fare con dei trogloditi non in grado di discernere le vere novità.

Si avvicendano sulla linea Roma-Pescara, vecchia di quasi centro trenta anni, personaggi che non sanno, né possono, risolvere il problema di fondo, cioè il sostanziale abbandono, da almeno cinquanta anni, di ogni progettualità per la rettificazione del tragitto e per una sana politica di scavi, come, per esempio, la galleria da Anversa alle porte di Pescina. I “sogni di una notte di mezza primavera” sono soltanto delle velleità, scodellate con la verve di chi pensa di soppiantare i progetti con le parole e le immagini ad effetto. Meglio sarebbe rimanere sui… binari della concretezza, soprattutto perchè gli elettori non sono sprovvisti di mezzi intellettivi per comprendere dove sta il trucco.