Fusione sì, purchè sia fuori del Comune

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LETTERA APERTA SULLA RIFORMA DEGLI ENTI

13 MARZO 2014 – “Ripensiamo il territorio” ha proposto la seguente lettera aperta ai sindaci:

“Eggr. Sigg. Sindaci del Centro Abruzzo,  Lo abbiamo chiarito già nel Convegno del 1 marzo scorso a Sulmona, ma vale la pena ribadirlo. ad evitare un equivoco di fondo che invece di farci dialogare, ci separi.  

   Non intendiamo affatto andare a un difficoltoso itinerario di “fusione”, ma vorremmo ribadire, semmai ve ne  fosse bisogno, che per ora si tratta “solamente” di dare inizio a un virtuoso cammino che individua una direzione di “crescita e durabilità” (Prof. Sarra) e di dialogo tra i Comuni del Centro Abruzzo, sui problemi esistenti e sulle vocazioni concrete (Prof. Cappuccitti), tendendo a una comune strategia europea ( Prof. Mascarucci) senza cadere nella trappola dell’identità (Prof. Felice) lavorando in un’ottica comprensoriale e guardando al mondo (Sottosegretario Economia Legnini).

   Quindi occorrono progetti condivisi e unitari su vasta scala per il futuro, quali che siano poi i modi di fare squadra e “unirsi”. E fra poco dovremo misurarci con il Bilancio Europeo 2014/2020 che prevede 110 miliardi di euro per l’Italia, ma su progetti unitari e di vasta scala.

   Visti i non brillanti risultati dei FAS, ormai emblematici, dovremmo avere tutti interesse a non sfracellarci come purtroppo abbiamo dimostrato con essi. Dobbiamo con metodo, capire cosa non ha funzionato e porci il problema della soluzione. Dobbiamo aprire un dialogo costruttivo da subito guardando al futuro, superando le difficoltà di progettare insieme. Vogliamo sperare che, ribadite queste  finalità e i “limiti” della presente fase, le incertezze possano sparire e si possa fare squadra, rete, sistema per non perdere le ultime opportunità. Sarebbe tragico, buttare centinaia di milioni di euro, nello stato di impoverimento attuale sarebbe un “peccato mortale” verso i nostri cittadini e i nostri figli, Grazie per l’attenzione e l’ascolto, se ne gioverà tutto il Centro Abruzzo”.

Per quanto possano allettare 110 miliardi per tutta l’Italia (o anche due miliardi per il centro-Abruzzo), la realtà della articolazione di entità comunali è tale una risorsa di per sè da non poter essere sostituita nè dalla fusione dei Comuni, nè dalla unione dei Comuni. Esistono le ipotesi di consorzio per alcuni servizi, peraltro già operative, studiate per la riduzione dei costi (sull’argomento: “Polpetta avvelenata per famelici riformatori” nella sezione POLITICA  di questo sito). Oltre non si può andare se non si vuol ridurre il pluralismo delle comunità, che è anch’esso un investimento.