17 AGOSTO 2013 – Stare a contatto con i giornalisti è uno spasso.
Nei gironi danteschi nei quali dovrebbero finire è difficile dire se possano occupare qualche posizione più in alto o più in basso degli avvocati. Quando stanno tra di loro dicono tre volte di più il numero di notizie che pubblicano, come i prìncipi del foro fanno mirabolanti arringhe fuori delle aule di udienza davanti ai colleghi prima di essere limitati all’essenziale dal presidente del collegio che non vuole starli a sentire.
E così, andando a votare per il rinnovo delle cariche dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, in auto con tre simpatiche canaglie di questo genere, abbiamo appreso storie e retroscena politici, di cronaca, di sport, che le colonne dei quotidiani non propalano perchè, come si sa, il pastore tiene sempre per sé il prodotto migliore. C’è una chicca che non è un pettegolezzo, ma ha il potenziale di una atomica rispetto ad un qualsiasi mattinale della questura. Fa parte della cronaca giudiziaria. E’ la storia di una firma di fantasia usata da un politico che ha cercato fino a ieri di tenersi a galla intervenendo nei “forum” dei siti di informazione, dicendolasua.
Se avesse detto nome e cognome, probabilmente non avrebbe creato il putiferio che ha creato, perchè, nascondendosi dietro mentite spoglie (non è proprio defunto politicamente, ma insomma…quasi), ha aggredito un assessore della giunta Federico che mai poteva immaginare che proprio dietro quel direlasua si celasse quel nome. Urtato dalle frasi contenute nel forum, l’ex assessore ha giustamente proposto querela verso ignoti; la Procura ha ritenuto che non sussista reato e ha chiesto l’archiviazione, ma l’assessore, quando ha scoperto come si chiama l’indagato, ha proposto una doppia opposizione, giuridica ed emotiva (la seconda più aspra della prima), e pare se ne sia occupato il gip. Certamente il politico avràdettolasua se avrà chiesto di essere interrogato e sarà stata anche archiviata la querela, ma, signori, che Caporetto: chiamarsi in un modo e poi direlasua nascondendosi…; discutere di virtù civiche nel forum e poi dover dimostrare la propria innocenza , anzi quella di uno che si chiama in altro modo…
In altre epoche lo avremmo visto ritagliare in notti insonni le lettere dei quotidiani per scrivere messaggi senza scoprire la sua identità e destare sospetti e risentimenti tra quelli che non riescono a trovarlo. Oddio, se è un politico di un certo… taglio, lo vediamo bene a pasticciare con la colla nel silenzio della cucina, al riparo pure dai familiari più stretti. Del resto, non ce ne sono di quelli che, pur essendo proprietari o detentori di giornali e siti web, lasciano ad altri il lavoro sporco di dire acidità e cattiverie seguitando a manifestare un volto sorridente ed una condotta cristallina in pubblico? Meglio quelli che pensano di essere anonimi e non sanno gli scherzi che fa l’IP. Anzi: se è per questo, espongono progettualità coinvolgenti e di ispirazione cristiana. Noidiciamolanostra: lui batta un colpo se c’è e trovi un pizzico di coraggio per pronunciare il suo nome e il suo cognome anche fuori delle aule di giustizia. C’è sempre un tempo per maturare nella vita, anche passati i settanta.






