Giunto a 90 anni il CAI inaugurerà lo slow-foot?

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CELEBRAZIONI E QUALCHE SUGGERIMENTO

29 OTTOBRE 2012 – Hanno la stessa età il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Club Alpino Italiano di Sulmona. E non sarà un caso.

Ma prima di teorizzare sulla coincidenza, il CAI è andato sul pratico e ha organizzato per domenica due escursioni nella Riserva Naturale Regionale Monte Genzana-Alto Gizio a Pettorano, con percorso ad anello e difficoltà e tempi di percorrenza diversi: per i più esperti circa 5 ore con dislivello di circa 1000 metri e per i meno esperti una durata di 3 ore con dislivello di circa 500 metri, che se andiamo a vedere non è proprio una “vasca” lungo il Corso. Alla conclusione conviviale nella stupenda oasi dei “Mulini” vicino alle sorgenti del Gizio.

Per i prossimi novanta anni il CAI merita tutti i successi e gli incrementi di iscritti; magari, senza darsi quelle accelerate che impongono di percorrere ogni anno in minor tempo la traversata del Morrone. Certe volte le pattuglie, che arrivano per prime, cronometrano con soddisfazione una riduzione di cinque minuti almeno, cosicchè, se questa frenesia fosse incominciata 90 anni fa, la traversata oggi finirebbe prima di incominciare.

A chi partecipò nel 1977 ad una escursione sul Sirente, sulla strada del ritorno e alla velocità da tenere per non perdere di vista il capo indiscusso, il generoso ed indimenticabile Dario Giovannetti, sembrò di dover sfuggire a qualche rastrellamento e nei ricordi non rimasero il cielo azzurro e i rami dei faggi, ma nodose radici e sassi da evitare, nonché, per tre o quattro giorni, i muscoli delle gambe che non volevano sapere di salire neanche i Cordoni in piazza.

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