GRAFFITI DAL CUORE

225

DEGRADO E POESIA A DUE PASSI DALLA STATUA DEL VATE

12 GENNAIO 2022 – Abituati a guardare le cose con disincanto, osserviamo il mondo con sospetto. Sorpresi nella ingenuità di credere alle espressioni della fede dove non c’era, abbiamo creduto che “Dio c’è” nei punti dove veniva lasciata la droga; o si innestava un traffico da non poter ostentare.

Così, se leggiamo “Vorrei un tuo bacio” pensiamo che sia talmente basica la richiesta, da contenere un tranello; o un equivoco. Invece, tra i tanti scarabocchi di un angolo degradato a due passi dalla statua di Ovidio, deve essere interpretata con la gemella “Mi scordo sempre di scordarti”, che è meno diretta, più cerebrale, quindi meno poetica e adolescenziale, nel lato più nascosto dell’orribile muraglia elevata per valorizzare archeologie riseppellite e alla fine di una strada che comincia davanti al municipio.

“Vorrei un tuo bacio” può significare una richiesta pulita, da non aver a che fare con investiture e grembiulini e compassi e logge. Qualcosa che si avvicina al sapore di rimmel, anche se tutto intorno c’è desolazione. Può significare una frase trasferita in un graffito perchè pronunciarla era troppo sfacciato: tanto più che sta a dieci metri dall’albergo di inizio Novecento, che attrasse l’autore di musiche e parole ricche di rimmel, fiorellini, e soavi auguri di buonanotte.