Gratteri parla dell’oro bianco che arricchisce la ‘Ndrangheta

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO A PESCASSEROLI

23 AGOSTO 2015 – Non si ferma a considerare il contrasto alla diffusione di droga nei “mercati finali”,

cioè in tutto l’Occidente che acquista in quantità crescenti e oramai fuori controllo: Nicola Gratteri, procuratore aggiunto a Reggio Calabria, ha ricostruito le dinamiche della produzione della cocaina nei luoghi di origine: Colombia, Bolivia e Perù in massima parte. E suggerisce un metodo di intervento esattamente opposto a quello giudiziario: incentivare le scelte dei contadini attraverso erogazioni che compensino la rimozione delle coltivazioni dalle quali si ricava l’”oro bianco”.

Proprio “Oro bianco” è il titolo del suo libro “scritto a quattro mani”, come egli stesso ha detto, con Antonio Nicaso; lo ha presentato ieri, a Pescasseroli, in una modestissima sala conferenze ricavate da una tenda in plastica, intervenendo nella serie di appuntamenti organizzati da Dacia Maraini. Non sono i palazzi e non è lo sfarzo a spingere Gratteri quando parla di contrasto alla droga: è anche la necessità, che la sua impostazione di vita pone al primo posto, di togliere la materia prima alla “’Ndrangheta”. Collegata direttamente ai luoghi di produzione della cocaina, l’organizzazione criminale realizza i maggiori profitti proprio nel commercio di questo “oro bianco”.

Il libro è edito da Mondadori, si compone di 263 pagine e costa 15 euro.