I 5STELLE DEBBONO SCEGLIERE TRA DI BATTISTA E DI PIERO

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CONTORTA ANALISI DEL VOTO DEL CANDIDATO D’ANDREA

14 MARZO 2024 – Il candidato dei 5Stelle Attilio D’Andrea formula delle ipotesi per caPire come e perché il Movimento abbia riscosso il 7%.: “Un 7% che va valutato assieme al 50 % circa, di astensionisti a quali non siamo stati capaci di parlare al cuore e alle coscienze, a quali probabilmente non sono arrivate le risposte alle domande che si pongono e ai quali non è giunta notizia del ben fatto, quando il Movimento 5 Stelle ha avuto la possibilità di amministrare nei vari livelli istituzionali”.

Purtroppo – continua D’Andrea – abbiamo troppo pochi amministratori a livello locale, vere e proprie basi di partenza di una reticolazione di fondamentale importanza per elezioni che hanno un fortissimo valore territoriale, come le Amministrative e le Regionali, e nei Comuni dove sono o sono stati presenti nel recente passato, hanno portato un risultato elettorale superiore alla media regionale. Un 7 % che pero’ deve essere visto come un mattone di casa in costruzione“.

E via di questo passo, per una analisi che trascura il dato principale. In Regione chi aveva votato Marcozzi se l’è ritrovata in Forza Italia. Al Comune i 5Stelle sostengono il più conformista e paludato dei sindaci che si sono succeduti nel dopoguerra: il più pigro, il più tronfio delle sue strategie volte a dividere gli alleati. Lo stesso D’Andrea non è andato molto oltre quattro biciclette elettriche. Certo, potrà fare di più partendo dal mattone che secondo lui serve a costruire. Ma quando si precipita da percentuali altissime ai livelli di sopravvivenza bisognerebbe parlare di demolizione e non di costruzione; a meno che non ci si chiami Calenda o Renzi che pensano di rifilare le peggiori supercazzole per giustificare la loro presenza inutile più che insopportabile.

D’Andrea dovrebbe chiedersi se un movimento, nato con i presupposti di Grillo e con i contributi di Taverna, di Di Battista (nella foto del titolo l’affollato comizio che tenne di notte, alla temperatura di febbraio in Piazza XX Settembre), dello stesso Roberto Fico, di Morra presidente dell’Antimafia, possa costruirsi con i mattoni che dovrebbero calcificarsi con Gianfranco Di Piero. Ma un po’ di tecnica delle costruzioni, una semplice infarinatura, D’Andrea non le considera?

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