I Comitati per l’Ambiente guardano all’esempio pugliese

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BOCCIATO IL GASDOTTO CHE SI UNISCE A QUELLO ABRUZZESE

17 GENNAIO 2014 – I Comitati cittadini per l’Ambiente sottolineano come la Regione Puglia abbia “bocciato il progetto del gasdotto TAP che prevede l’approdo a Melendugno, in provincia di Lecce”.

“Il TAP (Trans Adriatic Pipeline) – continuano – è il gasdotto che dovrebbe connettere Italia e Grecia attraverso l’Albania, permettendo l’afflusso di gas naturale proveniente dall’Azerbaijan. Dalla Puglia il TAP si collegherebbe con il “nostro” gasdotto, ovvero la “Rete Adriatica” progettata dalla SNAM, che dovrebbe attraversare i territori più altamente sismici dell’Appennino centrale: Marche, Umbria e in Abruzzo la Valle Peligna e buona parte della provincia dell’Aquila. I due metanodotti hanno una finalità prettamente commerciale: il gas è destinato al mercato europeo e cioè ad essere rivenduto per incrementare i profitti delle multinazionali del settore”.

A tale proposito ai “Comitati” sembra chiaro che “Il “no” pronunciato dagli organi tecnici della Regione Puglia recepisce le fondate ragioni delle popolazioni ocali che da diversi anni stanno conducendo una dura battaglia contro il TAP, fortemente contrarie sia all’approdo che alla grossa centrale di depressurizzazione (12 ettari). Il Sottosegretario De Vincenti, contestato in una accesa assemblea pubblica svoltasi a fine anno, ha dichiarato di voler rispettare la volontà popolare”.

Questo offre lo spunto per fare un paragone con la realtà abruzzese: “Da noi, invece, il Presidente Chiodi ed il suo Governo regionale, calpestando i più elementari principi democratici, continua ad infischiarsene non solo della volontà popolare, ma soprattutto delle decisione ripetutamente assunte dal Consiglio Regionale (due leggi e tre risoluzioni), che gli impongono di negare l’intesa su un’opera che presenta criticità anche maggiori rispetto al TAP”.