IEZZI NON C’INSERISCE UN’ACCA

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27 AGOSTO 2021 – Ci eravamo dimenticati di Franco Iezzi (nella foto mentre si sceglieva la frutta al mercato quando già era alla frutta politicamente parlando) dal dì che Luciano D’Alfonso l’aveva congedato dal Parco Nazionale Majella sottolineando che “Iezzi è scaduto; il tempo dirà anche se è scadente“. Non ricoprendo più cariche pubbliche, incontrava l’oblìo più totale e la cosa non stava ai primi posti, tra le tante che dobbiamo valutare per scrivere un giornale. Solo che il Nostro ci dà ulteriori argomenti per giudicare la sua esperienza di amministratore pubblico, perchè scrive cose opinabili sull’Afghanistan, ripetutamente incappando nello svarione di scrivere Afganistan e, ritentando l’avventura astrale negli errori marchiani che lo hanno reso celebre anche quando ha sconfinato nelle età di Ovidio e Galeno, ci dà nuovi argomenti per ribadire che eravamo sulla buona strada quando chiedevamo che lasciasse libera la poltrona sorprendentemente assegnatagli dalla ministra Prestigiacomo che si era avviata alle arti magiche e aspirava al nuovo nome di Prestigiaiezzi per trasformare un direttore di nucleo industriale in presidente di parco nazionale anticipando la transizione ecologica sulla quale è defunto Grillo.

Parlando delle dolorose vicende dello stato martoriato anche dalla codardia americana (questa è una notazione nostra, dalle critiche ai potenti lo solleviamo), Iezzi, dunque, non c’inserisce un’acca. E, visto che reitera il suo post per brandirlo verso Teresa Nannarone che il suo contributo alle vicine donne pakistane lo ha dato almeno quando era assessore provinciale e Iezzi studiava Ovidio e Galeno capendo fischio per fiasco, dobbiamo riformulare una nuova critica politica, per dire che, con queste reiterazioni, Iezzi in politica non ci ha mai… inserito un’acca.

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